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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
Edita dall'Associazione Power And Gender

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Speciale 8 marzo 2018



“Indifesa 2018”

ImageGIOVANI DONNE - Su temi di grandissima attualità ed importanza come sexting, sicurezza online, bullismo e cyberbullismo, molestie e violenze, discriminazioni e stereotipi di genere, la protezione delle ragazze sembra una montagna impervia da scalare. In occasione della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Indifesa 2018”, Terre des Hommes ha lanciato i risultati (preoccupanti) dell’indagine realizzata in collaborazione con ScuolaZoo nell’ambito dell’Osservatorio sulla Violenza e gli Stereotipi di Genere tra gli/le adolescenti in Italia. «6 ragazze adolescenti su 10 nel nostro paese ammettono di trascorrere la maggior parte del proprio tempo libero online e sui social […] 1 ragazza su 5 (19%) ha praticato sexting (condivisione di foto intime-ndr), e 4 su 10 hanno visto circolare foto o video intimi o a sfondo sessuale online o sui servizi di messaggistica». Sull’amore la visione invece è «tendenzialmente neoromantica: quasi il 78% ritiene che il sesso sia uno scambio tra persone che si amano». In un tale scenario di contraddizioni, gli stereotipi dilagano: il 15% delle intervistate ritiene che «una ragazza che veste in modo provocante la violenza “se la va a cercare”[…] Lo scoglio principale risulta essere ancora una volta la cultura. A conferma di ciò ben il 30,1% di giovanissime ritiene che quello che succede all’interno di una coppia sia un fatto privato e nessuno ha il diritto di intromettersi.» (Per approfondire: Terre des Hommes)

 
RISPETTO e GIUSTE PAROLE

ImageLINGUAGGIO A MISURA DI DONNA - Anche se «per il giornalismo la strada è lunga, alcuni passi sono già stati fatti e soprattutto sulla strada del linguaggio corretto marciano affiancati donne e uomini, colleghe e colleghi, di buona volontà.» [Marina Cosi per GiULiA]. La violenza maschile contro le donne è una realtà che deve essere costantemente al centro dell’attenzione dei media: lo chiede la Convenzione di Istanbul, come mezzo per prevenire le violenze di genere e i femminicidi. E’ dunque necessario che «nel descrivere il fenomeno, si usi un linguaggio corretto, mettendo al bando categorie che non aiutano a comprenderne la giusta valenza: le donne non vengono uccise per “raptus”, “gelosia” o ”passione”, ma da uomini che non accettano la loro libertà e autodeterminazione». E che nelle cronache che non possono esimersi dal raccontare la violenza sulle donne, non si debbano leggere «più obbrobri come "baby squillo" e "boldrinate" e "prima la danno e poi frignano"».

 
OLTRE IL VELO

ImageCHIESA DI DONNA - La rivista 'Donne, chiesa, mondo', mensile dell'Osservatore romano, diretta da Lucetta Scaraffia, ha pubblicato per l’’uscita di marzo uno speciale sul lavoro. L’articolo a firma della giornalista francese Marie-Lucile Kubacki, racconta testimonianze di discriminazione e di situazioni di asservimento riservate alle suore in ambito ecclesiastico. Parlano suore da tutto il mondo: chiamate a svolgere mansioni di collaboratrici domestiche per cardinali e vescovi, vengono trattate alla stregua di cameriere, non hanno orari, ricevono poca o nessuna retribuzione. Per dirla con un eufemismo: "tante religiose hanno la sensazione che si faccia molto per valorizzare le vocazioni maschili e molto poco per quelle femminili." «Le suore sono viste come volontarie di cui si può disporre a piacere, il che dà luogo a veri e propri abusi di potere. Dietro tutto ciò, la questione della professionalità e della competenza che molte persone fanno fatica a riconoscere alle religiose». Il testo integrale QUI

 
DIFFERENZE RILEVANTI

ImageSALUTE DONNA - La lotta all'Aids guarda alle donne. Attiviste e ricercatrici unite per sconfiggere la malattia. «spesso - troppo spesso - le donne non firmano gli studi, non entrano nei trial clinici, non "fanno" scienza […] ma la scienza è migliore quando le donne sono rappresentate» Ai partecipanti alla 25^ edizione del Croi, la conferenza sui retrovirus e le infezioni opportunistiche che riunisce studiosi/e specializzati/e in Hiv da tutto il globo, questa la raccomandazione del comitato scientifico: in presenza di “differenze rilevanti per sesso o altri gruppi demografici” è necessario condurre un’analisi differenziata durante gli interventi. E nel programma cartaceo distribuito ai relatori-infettivologi, donne ed uomini da tutto il mondo, un’intera sessione dedicata agli studi correlati al mondo femminile. (Fonte: Repubblica.it)

 
5 ORE DI VITA...

ImageLAVORO DONNA – Il lavoro di cura in Italia impegna ogni donna, ogni giorno, per «306 minuti - cinque ore della propria vita -» Sono "lavori non pagati". Che invece impegnano gli uomini solo per «131 minuti, poco più di due ore. Dietro l'etichetta dell'Ocse ci sono le mansioni che vanno dai quotidiani lavori domestici agli acquisti, ma anche la cura dei familiari e dei bambini e il tempo che si 'perde' negli spostamenti necessari(Fonte: Repubblica.it)

Linda Laura Sabbadini, statistica economica, commentando invece i risultati dell’occupazione femminile (retribuita!) del primo mese 2018 afferma: bisogna però «fare di più per far entrare le donne nel mondo del lavoro e garantire loro la possibilità di rimanerci, senza che venga intaccata la qualità della loro vita

 
CINEMA DONNA

Image“NOME DI DONNA” - Un film per dire ‘basta’ alle molestie sessuali sui luoghi di lavoro. L’ultima fatica di Marco Tullio Giordana, un autore da sempre impegnato su temi civili e sociali (ricordiamo, fra gli altri, ‘I cento passi’ e ‘La meglio gioventù’), presenta un’opera che racconta, in tono sommesso ma non per questo senza colpire nel segno, un’ ‘ordinaria’ storia di molestie sessuali. Un progetto - afferma la sceneggiatrice Cristina Mainardi- nato dal desiderio di guardare alla condizione femminile nel mondo del lavoro, escludendo le discriminazioni più macroscopiche come la disparità salariale, per studiare invece quelle più sottili e dunque subdole. Un film nato affinché «l’esercito anonimo di milioni di donne che subiscono molestie sul lavoro non sia più invisibile.» Nelle sale dall’8 marzo, distribuito da Videa. (Fonte NoiDonne.it)

 
RISORSE PER LA PARITA'

ImageParità salariale. Contrasto alle mutilazioni genitali femminili. Valutazione economica in termini di PIL del lavoro domestico svolto dalle donne. Contrasto alla violenza di genere. Queste sono solo alcune tra le priorità che riguardano le cittadine italiane. E per conseguire tutti questi obiettivi la soluzione, per Emma Bonino, è una sola: «Un Ministro o a una Ministra per le pari opportunità che sieda in Consiglio, che abbia risorse e personale adeguato per incidere sulla coerenza e l’efficacia di tutte le politiche di promozione e di contrasto, in linea con Agenda 2030» «La sfida principale è culturale. Dobbiamo iniziare dalle scuole e dai nostri media […] soprattutto in Paesi come l’Italia in cui il sessismo è quasi, purtroppo, una norma sociale […] Cominciamo dalle bambine, che devono acquisire consapevolezza delle potenzialità illimitate che hanno e fiducia in loro stesse, ma soprattutto educhiamo i ragazzi e i bambini al rispetto.». (Fonte: LetteraDonna.it)

 
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