Il fascino della pubblicità

La pubblicità si fa notare, crea situazioni insolite, ha un forte portato di aggressività e trasgressività, fa superare molti confini attraverso l’identificazione, compreso quello di genere. «Veicola inoltre un processo di identificazione nei modelli adulti, soprattutto da parte delle bambine». Promuove oggetti che spesso vengono poi acquistati appagando la «pratica consumistica che spinge a desiderare».

La pubblicità ha la prerogativa di «intermediaria tra i bisogni dei giovani ed il loro universo simbolico, suggerendo strategie e nuovi codici da adottare nei rapporti interpersonali, enfatizzando ed addirittura coniando i modi di dire e di essere delle culture giovanili». In questo senso l’advertising «alimenta attese ed aspettative connesse agli stili di vita più agognati in tema di soddisfazione personale, aspetto fisico e facile ascesa al mondo dello spettacolo». Tuttavia, nonostante i preadolescenti preferiscano la tv, imparano ancora da scuola e famiglia, mondi legittimati nel loro codice, ma che non creano loro piacere.

(by: Luciano Benadusi Docente di Sociologia dell’educazione all’Università la Sapienza Roma)

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