Bad news: Qualche volta, in parlamento sembrano andare tutti d’accordo.

"L’Udc di Pierferdinando Casini e l’Udeur di Clemente Mastella hanno un problema: le elezioni al Parlamento europeo del 2004, per decisione della UE, obbligavano i partiti dei paesi membri a candidare un numero minimo di donne nelle liste, pena il pagamento di una penale. Ma i due partiti non hanno rispettato queste indicazioni. E ora rischiano una trattenuta sui rimborsi delle spese elettorali che per il primo arriverebbe a circa 1,4 milioni e per il secondo a 400mila euro".

Entrambi i partiti l’11 settembre scorso hanno presentato in commissione Affari costituzionali, una proposta di legge: Interpretazione autentica dell’articolo 56, comma 2…in materia di pari opportunità nell’accesso alla carica di membro del Parlamento europeo. "L’ha elaborata il deputato dell’Udc Giampiero D’Alia. La scappatoia giuridica, una volta approvata metterebbe a riparo Udc e Udeur,consentendo loro di non pagare le sanzioni e di aprire una breccia normativa nel rispetto delle quote rosa. E’ toccato a Luciano Violante, presidente della commissione, introdurre l’esame del provvedimento, sul quale curiosamente nelle successive sedute non si sono avuti interventi, tanto che Violante ha proposto di esaminarlo in sede legislativa. Così se tutti saranno d’accordo basterà il voto in commissione per dar vita alla leggina.”

(Da L’Espresso del 4 ottobre 2007: titolo “Quote rosa: Pier non ama le donne”)

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