Mafia nel governo: scandalo o normalità?

Nicola Cosentino "era a disposizione dei casalesi". Così un pentito (il quinto) punta il dito contro il sottosegretario all'economia. Che continua a rimanere al suo posto. Dopo l'inchiesta de l'Espresso (l'ultimo articolo è "Clan nel governo" di Emiliano Fittipaldi e Gianluca Di Feo) sono state presentate dall'opposizione due mozioni, una del PD, l'altra dell'Italia dei Valori, per chiedere al governo le dimissioni del sottosegretario chiamato in causa da pentiti considerati "altamente attendibili". Non si intende passare sopra (speriamo) a fatti gravi come collegamenti che portano dritti a questioni di mafia.

Mentre la procura antimafia di Napoli lo iscrive nel registro degli indagati, sulla questione Walter Veltroni all'Espresso dichiara: "C'è un sottosegretario di questo governo che è stato chiamato in causa per la quinta volta da cinque pentiti differenti e non ha sentito il bisogno di dare alcun chiarimento. Credo che la sua presenza in una postazione così delicata sia imbarazzante per tutto lo schieramento di maggioranza. Sarebbe opportuno che facesse un passo indietro".
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