Quale diritto alla Salute se il colera flagella lo Zimbabwe

ZIMBABWE – Non si riesce, in Africa, ad organizzare e mantenere una rete sanitaria utile a garantire livelli minimi di salute e di accesso alle cure. Da mesi nello Zimbabwe,un'inflazione galoppante di milioni per cento, unita alla mancanza di acqua pulita e medicine, insieme alla difficoltà di accesso alle cure a causa del collasso del sistema sanitario locale, fanno contare a migliaia i decessi per colera. In un paese che sta attraversando una crisi umanitaria enorme, con 5 milioni di persone, la metà della popolazione, alla fame e una buona parte della popolazione restante fortemente debilitata, il flagello del malgoverno di Robert Mugabe e della lotta di potere uccide ancora.

Più di 1500 le morti dallo scorso agosto, insieme a migliaia i casi sospetti (più di 29mila in 9 delle 10 province del paese, secondo il monitoraggio delle Nazioni Unite). Un'emergenza che sarà difficile arginare e per il rientro della quale l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima un tempo di sei mesi. Le agenzie umanitarie dell'Onu si preparano a cifre da crisi sanitaria: i contagiati potrebbero arrivare a 60mila, dicono, perché il colera «continua a diffondersi nel paese senza controllo». Anche l'Unione Europea ha preso posizione e invitato le Nazioni Unite ad "imporre" misure di prevenzione, condannato la lotta fratricida, lo sperpero di vite e risorse. L'aspettativa di vita che era di 60 anni per donne e uomini è scesa negli ultimi dieci anni, a causa delle guerre e del malgoverno a 36 anni per gli uomini e 34 per le donne, che sono maggiormente a rischio di contagio a causa delle cure prestate ai familiari. 

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