Bell'Italia e la sicurezza che non c'è

SICUREZZA – "In aumento stupri, rapine ai negozi e sbarchi di clandestini. La tanto sbandierata lotta al crimine del governo Berlusconi non ha cambiato la situazione. Ma nessuno lo dice". L'ultimo numero de l'Espresso (n. 2 - 2009) che invitiamo a leggere, denuncia il "BLUFF SICUREZZA". Sbugiardando le "cifre ufficiali" del governo e dei suoi "uomini" più avvezzi alla propaganda.

Un esempio per tutti, i manifesti fatti affiggere da Alemanno sindaco di Roma in giro per la capitale, con "i numeri" del successo in termini percentuali di "riduzione dei crimini" (20% di reati in meno, gridano cartelloni in odore di propaganda), mentre sulle espulsioni viene fornito il numero preciso (seimila-e-spicci) dei clandestini rimpatriati. A diventare pubblici, però, pare siano non tanto i numeri reali dei reati commessi nel nostro paese, quanto "cifre" che interessano –che servono- alla politica. In un balletto di dati strumentali e strumentalizzati.

Ma quale fine, quale scopo, si nasconde dietro questo "bizzarro" modo di agire che oggi classifica i reati secondo categorie che creano un minore allarme sociale? Per capire lo abbiamo chiesto alle forze dell'ordine, a chi di sicurezza si occupa in strada ed in prima persona è la risposta conferma i sospetti: strumentalizzazione. E qualche piccolo tornaconto personale.

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