Elezioni: l'inciviltà dei manifesti abusivi

ROMA - Una iniziativa dei radicali, che la redazione di P&G diffonde e condivide, è volta a sensibilizzare la cittadinanza, attraverso la partecipazione attiva, a dire basta al malcostume delle affissioni abusive che imbrattano e deturpano le nostre città ogni qual volta si entra in campagna elettorale. Ad ogni elezione, infatti, i partiti sommergono le città italiane di manifesti affissi nello sprezzo delle regole, «una vera e propria guerriglia urbana fatta di illegalità, spreco, lavoro nero e prepotenza»

Migliaia di manifesti abusivi vengono attaccati su cabine telefoniche, cassonetti, spazi impropri «su ogni muro disponibile da squadre di lavoratori in nero assoldati da agenzie specializzate che godono dell'impunità più assoluta. La legge prevede che il Comune predisponga apposite plance, dove ad ogni partito è assegnato il suo spazio. Una legge mai rispettata. Per ogni elezione i Comuni spendono circa 100 milioni di euro per rimuovere i manifesti affissi abusivamente. In alcuni casi fanno anche le multe. A Roma nel 2008 ne sono state fatte 5.472, che al costo di 400 euro l'una, in totale arrivavano a 2 milioni e 188 mila euro. Ma il Parlamento, con il decreto Milleproroghe dello scorso marzo, grazie a un emendamento proposto insieme dal Pdl e del Pd, ha approvato un condono per le multe inflitte a partiti e candidati dal 2005 ad oggi. Non permettiamo più sanatorie. Basta con l'illegalità. Basta con l'assalto alle nostre città». Cliccando QUI si può partecipare alla prima iniziativa di denuncia di massa.

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