La piazza delle libertà e della ragione

ROMA - La gente il 3 ottobre alla manifestazione per la libertà di stampa era tantissima: Piazza del Popolo, gremita, è troppo piccola per accogliere tutte/tutti coloro che hanno voluto partecipare, protestare contro ogni bavaglio. Hanno voluto esserci, tra i tanti, pure Santoro e Travaglio, che arrivano accolti dagli applausi della folla, e Saviano, applaudito pure lui, che invece entra in piazza circondato dagli uomini della sua scorta, testa china, a passo di corsa. Ci sono politici, personaggi dello spettacolo, giornalisti, ma anche le/i precari della scuola,  giovanissimi e partigiani,  pensionati e giuristi, tante donne, di tutte le età. La gente, gente comune, affolla e riempie tutte le strade limitrofe, scorrendo incessantemente, traboccando dai marciapiedi, aggirarando le barriere di rete metallica poste a protezione di cantieri stradali ancora aperti, o dei corridoi ideali nei quali si pretendeva di incanalare un numero di persone previste di molto inferiore rispetto alle tante effettivamente intervenute. La società civile sorprende la città: siamo in 300mila ad invadere la capitale di presenze che portano voci ed istanze forti e pacifiche. Una folla davvero inaspettata che con la sua partecipazione regala al paese una prova di comunità di intenti, ed all'informazione suddita e prezzolata, ulteriori motivi di sberleffo e critica: il direttore del TG1 e Capezzone credono davvero che le vergogne e le tristezze che ci spacciano, siano opinioni dotte o informazione? Ad averla vista da dentro questa giornata, e vissuta in tutta la sua forza, in tutta la sua passione, viene da pensare che di fronte all'evidenza della ragione, le parole di certe persone siano dettate solo dal livore.

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