PER LE DONNE sempre un prezzo da pagare

DONNE E LAVORO  - Per la cura, l’affetto, la maternità, le donne continuano a pagare un prezzo salato. L’ispettorato Nazionale del Lavoro ha pubblicato i dati relativi al 2020 delle lavoratrici/tori che hanno dato le  “dimissioni” in presenza di figli da 0 a tre anni. Nell’anno del Covid-19 sono state 42.377 le dimissioni convalidate negli uffici dell’ispettorato nazionale .

Oltre il 92% riguarda operaie e impiegati/e in una fascia di età dai 28 ai 44 anni.   Al numero di procedimenti avviati in tutta italia - 39187- si aggiungono 1.553 (4%)confermati dai servizi ispettivi della Sicilia, i 965 (2%) della provincia di Bolzano, e i 672 a Trento. 

Un leggero calo rispetto alle dimissioni registrate nell’anno precedente che furono  51.558.                                                               Che si tratti di dimissioni volontarie, o per giusta causa, o di dimissioni consensuali, sono sempre e in maggioranza le donne a uscire dalle aziende e lasciare il mondo del  lavoro nel quale difficilmente potranno in seguito rientrare. 

Il 61% delle richiedenti ha un figlio, il 32% ne ha due e il 7% più di due. I motivi si ripetono di anno in anno e sono dolorosamente e ripetutamente sempre gli stessi: in primo luogo la carenza di asili nido e di servizi per la prima infanzia , poi il costo degli stessi .  

L’età  del figlio/a che incide maggiormente rispetto alle dimissioni dal lavoro è quella da zero  ad un anno.                                      Anche gli uomini se ne vanno. Le loro ragioni e richieste sono principalmente legate al cambio di azienda. 

Negli ultimi 10 anni , hanno “dato le dimissioni” e pagato a caro prezzo la scelta di maternità otre 330.000 donne. Donne che lavorano, pagano le tasse, allevano ed educano figli  e non ricevono in cambio servizi e sostegno.

 Ma è necessaria una ulteriore sottolineatura:  nel 2020 i nati in Italia sono stati 404.000 ( 16.000 in meno rispetto al 2019) e le donne (e uomini) che hanno perso il lavoro a causa di un neonato 42.307. (più del 10%)

Nel 2019 i nuovi nati sono stati 420.024. quasi 20.000 in meno rispetto al 2018, e le donne (e uomini) che hanno perso il lavoro per nascita di un figlio 51.558.  (più del 10%)

Complessivamente  l’Istat ci ricorda che dal 2008 al 2019 le nascite in italia sono diminuite di 156.575 unita (1) e questo dato si è aggravato ulteriormente nel 2020.

La denatalità prosegue in Italia al ritmo del 5% annuo e al contempo non si fa NULLA  per arrestare la moria di lavoro per le donne che scelgono di avere un figlio/a che avanza a più del 10% annuo. Vengono viste  connessioni?

I dati dell’Ispettorato sono pubblici, e leggibili(*) , come pure i dati sulla denatalità raccontati dall’Istat (1)

Quelli relativi alle dimissioni negli ultimi anni   li abbiamo pubblicati in precedenza su queste stesse pagine  (Quando fare un figlio è perdere il lavoro(2)  

Discriminazioni salariali, molestie sessuali, ostacoli e pregiudizi  all’ingresso nel lavoro, carriere da lumaca, mancato riconoscimento del merito e della competenza , queste le caratteristiche del lavoro e gli ostacoli riservati a molte donne italiane. 

Un Parlamento nel quale siedono 630 deputati e deputate e 315 senatrici e senatori; un ministro del “lavoro”, un Governo che dovrebbe rendere questo un Paese Migliore e promuovere le donne e il loro lavoro; una classe imprenditoriale più responsabile e meno assetata di guadagno; aziende con otre 250 dipendenti non in grado di sostenere spese per interventi di sostegno alle madri;  si accorgono di questo problema?

Il PNRR prevede la costruzione di asili nido, andranno al sud, dove mancano del tutto o piuttosto laddove i comuni “ ricchi” possono pretendere di averne ancora grazie alla clausola del cofinanziamento ?

Il PNRR prevede tra i requisiti per assegnare i fondi nella scelta delle aziende anche le pari opportunità applicate e quindi che la"discriminazione per maternità" venga considerata negativamente?   

 E  infine non bisogna dimenticare  che QUESTI SONO I DATI RELATIVI AL LAVORO REGOLARE, Nel lavoro dello sfruttamento, nascosto e non dichiarato, quante donne nel “sommerso” pagano un prezzo altissimo per aver avuto  figli ?.

 

(*)https://www.ispettorato.gov.it/it-it/in-evidenza/Documents/Relazione-convalida-dimissioni-e-risoluzioni-consensuali-anno-2020-22-09-2021.pdf

(1)https://www.istat.it/it/files/2020/12/REPORT-NATALITA-2019.pdf

(2) https://power-gender.org/argomenti/lavoro/3396-quando-fare-figli-%C3%A9-perdere-il-lavoro.html

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