Donne e TV: modello sub-culturale

MEDIA - Il modello (sub)culturale imposto in tanti anni di tv spazzatura ha promosso l'immagine della donna-velina. «Un’indagine del Censis del 2006, attuale più che mai come potrete vedere, ne rimanda una fotografia fedele e spietata: l’immagine della donna che ogni giorno ci regala la tv italiana è stereotipata, patinata, non invecchia mai e ha le misure da top model. Bisogna affidarsi alla fiction per vedere in azione una donna medico, o magistrato, o avvocato» e seppure «il 60% del pubblico televisivo è donna» la donna compare in TV principalmente «mentre spiattella ricette; cucina con abitini da pin up; accompagna il conduttore e seduce il telespettatore e via di questo passo. Di donne impegnate in politica, invece, ne vedete poche, soltanto il 6,4%; di anziane ancor meno, il 4,8%.

I programmi sono condotti da uomini nel 58% dei casi, quando c’è una conduttrice molto spesso è costretta in abiti da lasciare senza fiato (strettissimi, cortissimi, scollatissimi). Il Censis ha fatto le lastre a 578 programmi televisivi di sette emittenti nazionali (Rai, Mediaset, la7) e il referto non fa sperare niente di buono: le donne compaiono moltissimo nei programmi di informazione ma soprattutto nei fatti di cronaca nera (67%) in quanto vittime o carnefici. Di tutte le altre, donne normali, che lavorano, impegnate in politica, nell’imprenditoria, non si parla quasi mai. InvisibiliLeggi tutto dal sito della senatrice Vittoria Franco

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