Elezioni 2011 - L'alba della nuova era

ELEZIONI - Napoli a De Magistris. Milano a Pisapia. Cagliari con il giovanissimo Zedda si lascia alle spalle 19 anni di centrodestra. Tiseste passa al PD con Cosolini. E la sinistra vince anche ad Arcore, a Crotone, a Mantova, a Pavia, a Macerata ed a Novara. Da tutto il paese un voto di sfiducia a Berlusconi, un vento che cambia e rende vincente l'agenda dei cittadini e della legalità. I giovani, le donne, i cittadini di queste elezioni sono attori e protagonisti. A Napoli vince la voglia di riscatto e di legalità. Il centrosinistra perde Reggiocalabria, non ha vinto dapperutto, ma dal nord al sud il dato più evidente è che l'Italia esce dal suo tropore ventennale, che il centrosinisra travolge e avanza mentre il centrodestra annaspa. Berlusconi, lo sconfitto, tergiversa ed aspetta i dati definitivi prima di una pronuncia. Il paese esulta (la vittoria della gente era nell'aria), consapevole di avere tra le mani il testimone di una grande responsabilità, quella del cambiamento del pasese nella dirazione delle esigenze della gente vera. Lavoro, legalità, superamento della crisi economica, sanità, welfare, legalità. Le sfide non sono di poco conto, ma di tutta necessità. Così, il nuovo vento che gonfia le vele della sinistra, si fa carico di promesse di impegno e di prosperità. Modelli di partecipazione democratica dicono che l'Italia non ne può più del berlusconismo e di una politica becera e rinsecchita: puù uniti di quanto avrebbero immaginato, gli italiani hanno fattopartire l'avviso di sfratto alla volta dei politici difensori dei vessilli della tracotanza, e della prevaricazione delle altrui ideee e libertà.

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