UE La parità di genere è 'stato di diritto'

PARI OPPORTUNITA' - Incontro tra la Presidenza portoghese e la Commissione per i diritti della donna del Parlamento europeo. Allarme, inquietudine, ma anche decisa mobilitazione della Presidenza portoghese del Consiglio dell’UE e delle deputate della Commissione ‘parità di genere’ del Pe, riunite (con partecipazione a distanza) il 26 gennaio nell’intento di lavorare su ciò che unisce e non su ciò che divide, con la volontà di fare il meglio per sormontare la pandemia e continuare a innovare l’Europa. La Ministra alla Presidenza, Mariana Vieira Da Silva, ha sottolineato che il Portogallo ha scelto tra le sue priorità il rilancio dell’Europa sociale e ribadito che «la parità di genere fa inequivocabilmente parte dello Stato di Diritto».

Tutti gli interventi hanno evidenziato che le precarietà del lavoro (povertà, salari minimi, differenze salariali) presenti nella vita delle donne anche fuori dalla pandemia sono peggiorate con essa. Cosa fare ora per evitare la povertà, le sue conseguenze, anche di violenza, durante la crisi, le regressioni sociali e culturali? Quali le priorità dell’attuale presidenza? E oltre questa Presidenza?

Urgente colmare ritardi e lentezze nelle politiche per i diritti delle donne! Rilanciare ed approvare la Direttiva relativa alla presenza delle donne nei Consigli di Amministrazione delle Imprese; ratificare la Convenzione di Istanbul sull’eliminazione della violenza contro le donne; lavorare con tutti gli Stati dell’Unione, fare il punto della situazione e fornire dati aggiornati e statistiche, istituire nuovi (obbligatori) strumenti di contrasto e di difesa, come un protocollo e un numero di telefono unico europeo per difendere le vittime di violenza e violenza domestica. Nello stesso contesto, attuare la direttiva europea antidiscriminazione recepita dai vari Stati ma non adeguatamente messa in opera.

Necessario promuovere rapidamente la parità di genere in materia di istruzione, incoraggiando le ragazze a scegliere le discipline STEM: tecnologia, ingegneria, matematica, economia verde…

Niente passi indietro in tema di sanità, cure e protezione sociale. Monitorare la situazione riguardo la salute sessuale e riproduttiva, diritti sanciti dalla UE, problematiche di lunga data come l’aborto che in tempo di pandemia hanno visto verificarsi vari casi di rifiuto all’acceso all’Ivg e alla contraccezione. In questo senso sono stati depositati 500 emendamenti su vari aspetti, per migliorare, aggiornare, difendere il patrimonio acquisito: educazione sessuale, contraccezione, aborto (un diritto umano), maternità, violenza sessista, ma c’è anche chi voterà contro… Previsti aggiornamenti anche in altre aree di competenza dell’Ue quali cancro al seno, fertilità, menopausa, etc.

In un’agenda europea ed internazionale fitta di avvenimenti, scambi, proposte e negoziati importanti toccherà al Portogallo che dopo la Germania assume (quarta volta) la Presidenza di turno del Consiglio dell’UE (fino al 30 giugno, poi seguirà la Slovenia), ribadire politicamente l’imprescindibile rispetto e integrazione della prospettiva di genere in tutte le politiche e linee di bilancio dell’UE.

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