ELEZIONI UE Donne, Europa e Parità di Genere

ELEZIONI UE 2024 - Ci siamo, da oggi si inizia a votare (Paesi Bassi) per le decime elezioni europee a suffragio universale che con l'elezione diretta di candidati e candidate, garantisce, dal 1979, la rappresentanza veramente democratica di cittadine e cittadini europei all'Assemblea di Strasburgo. Fondamentale, allora, votare più donne al Parlamento Europeo. 

Partendo dal 15,9% di donne elette al Parlamento europeo nelle prime elezioni del 1979 e con il 19% in quelle del 1989, nel 2004, venti anni fa, le eurodeputate elette furono il 31%, percentuale che superava di poco la soglia del 30%, condizione ritenuta indispensabile dall'Unione Interparlamentare affinché la partecipazione delle elette produca un reale impatto politico nella vita dei parlamenti.

Nello stesso periodo, la media europea di deputate presso i Parlamenti nazionali raggiungeva solo il 25%. Attualmente la media europea di donne nelle Assemblee nazionali è del 33,2% e nel Parlamento europeo del 40%.

Nel 2011, la Commissione per i diritti della Donna e Parità di Genere del PE aveva scelto il tema "Le donne in politica nell'Unione Europea" per celebrare l'importante centesima Giornata Internazionale della Donna e il significativo appuntamento annuale con le 27 Commissioni Pari Opportunità dei Parlamenti nazionali. Un incontro da sempre momento privilegiato di scambio e confronto sulle migliori riflessioni e pratiche relative ai punti salienti concernenti le donne - il riconoscimento della differenza, della particolarità e della ricchezza delle donne - nelle dinamiche culturali, di trasformazione, di cambiamento all'interno delle nostre società.

Nonostante i progressi lenti ma costanti nella Parità di genere, molto resta da fare. Si corre sempre il rischio di non vedere aumentare il numero di elette al PE, probabilità che peggiorerebbe il già evidente "deficit democratico". Deficit che si commenta da solo, guardando le 'foto di famiglia' de Consigli europei o di altre riunioni e delegazioni ufficiali ad alto livello nella vita sia politica che pubblica.

Quindi, la principale priorità della Commissione per i Diritti della donna nel tempo è stata assicurare 'il riequilibrio della della partecipazione' delle donne nella gestione delle nostre imperfette democrazie e società europee. Giungendo anche a prevedere la penalizzazione e l'esclusione di quei Governi che eventualmente non applicassero il principio di Parità sottoscritto dall'Unione in tanti accordi europei, internazionali, nazionali, negli ultimi quaranta anni.

L'indice annuale sull'uguaglianza di genere (fine 2023) assunto dall'EIGE come parametro di riferimento per la situazione della Parità di genere nell'UE ha evidenziato il maggiore aumento dai dieci anni della sua esistenza raggiungendo la posizione di 70,2 punti su 100. L'analisi del punteggio indica che 'i progressi sono possibili' ma vanno consolidati con interventi in tutti gli ambiti della vita e in tutti gli stati membri dell'UE.

Il messaggio per le cittadine europee è chiaro: mobilitarsi, Votare Donna, per fare del nuovo Parlamento uno spazio vitale dove continuare a sperimentare ed estendere i confini della Parità!

Marisa Giuliani
(Bruxelles, 5-6 Giugno 2024)

[Crediti: Foto di apertura by Christian Lue da Unsplash - Altre by Marisa Giuliani]

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