Stalking: NO alle nuove regole salva-molestatori

STALKING - Non si consenta a chi commette un reato così grave di cavarsela con una multa! «Dal 2009 una legge punisce chi mette in atto comportamenti persecutori nei confronti di una persona. Un provvedimento che, secondo i dati dell'Istat, ha aiutato moltissime donne. Ma con la riforma Orlando sarà possibile estinguere il reato con un semplice risarcimento in denaro, anche senza il consenso della vittima» Non ci si confronta, qui, con litigi di poco conto, ci si trova invece davanti a vere e proprie persecuzioni che destabilizzano la vita di chi le subisce, trasformandola completamente. La calunnia si abbina all’insulto, sui social il falso diventa (post) verità, ogni aspetto della vita quotidiana ne risente, si ‘infeltriscono’ e si rovinano irreparabilmente moltissimi spazi di libertà. Il reato poi si prescrive in pochissimo tempo, e se in città come Roma per arrivare alla prima udienza passano anche 4 anni, va da se che la conclusione “PRESCRIZIONE DEL REATO” è sin dall’inizio già bella che scritta. Ed allora perché, in un momento in cui sono state davvero tante le donne vittime di stupro, si dovrebbe voler depotenziare l’unico strumento che pare aver portato qualche risultato nella lotta impari almeno verso gli stalker? E perchè si lascia questa gente libera di esercitare quasi impunemente questo potere (malato!) di far del male?

Si legge su L’Espresso: «Con la legge di riforma del sistema penale, la cosiddetta riforma Orlando, approvata in via definitiva il 14 giugno e in vigore dal 3 agosto, nel codice penale è stato introdotto il nuovo articolo 162ter, che prevede la possibilità dell’estinzione di alcuni reati a seguito di “condotte riparatorie”, cioè del pagamento di un risarcimento in denaro. Interessati dal provvedimento sono i reati a querela remissibile, tra cui anche le forme di stalking “non gravi”. Oggi, quindi, una volta presentata un'offerta di risarcimento da parte del presunto molestatore, sarà il giudice a valutare se la somma è congrua e potrà quindi decidere di estinguere il reato, anche senza il consenso della vittimaUna situazione certamente da evitare in un paese che voglia continuare a potersi considerare un paese moderno e, soprattutto, un paese civile. Perche, come sottolinea l’avvocata Francesca Garisto, avvocata penalista e vicepresidente della Casa delle donne maltrattate “Le donne non denunciano certo perché vogliono soldi, denunciano perché cercano protezione dalle istituzioni”.

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