VIOLENZA In Belgio una legge innovativa

BRUXELLES - Femminicidio, donnicidio, assassinii di donne, violenza estrema. Come porre fine a questi crimini compiuti sulle donne nella loro qualità di donne? È questo l’obiettivo della nuova “legge sulla prevenzione e la lotta contro i femminicidi, i delitti basati sul genere e le violenze che li precedono” adottata in prima lettura nel Consiglio dei ministri di venerdì a Bruxelles.

Depositata dalla Segretaria di Stato per la Parità di Genere, Sarah Schlitz (Ecolo/Verdi), è una legge-quadro che per la prima volta definisce giuridicamente i femminicidi, al fine di sviluppare politiche di lotta fondate su statistiche ufficiali. E in questo senso è una ‘Prima’ assoluta in Europa, anche se il femminicidio figura già nel Codice penale di vari Paesi europei, come Spagna e Italia e in molti paesi Latino-Americani. Lo stesso Codice penale belga prevede sanzioni più severe se il crimine commesso presenta una discriminazione su base del genere. Ora la legge, attesa da anni dalla società civile, ingloba in una definizione più larga tutti i tipi di violenza di genere che potrebbero sfociare in un delitto.

(Fotografia di Becca Tapert - Unsplash)

Va ricordato che nessuna regione del mondo è esente dalla violenza contro le donne: secondo le statistiche di Sarah Schlitz dall’inizio del 2022 in Belgio sono stati commessi 18 femminicidi, 18 donne uccise perché erano donne. Nel 2021 erano state 22; 26 nel 2020, 24 nel 2019 24, 39 nel 2018, 43 nel 2017. Almeno 172 donne vittime di femminicidio negli ultimi sei anni.

Sono tre le tipologie di femminicidio definite dalla legge: intimo, non intimo, indiretto.

Il femminicidio intimo avviene tra partner o ex e non importa che la relazione sia ufficiale o meno, né se le due persone vivano insieme o in domicili diversi. Le relazioni familiari sono considerate intime, così i cosiddetti ‘crimini d’onore’ rientrano in questa categoria i femminicidi commessi da un padre, un fratello, un cugino, etc.

Il femminicidio non intimo avviene nell’ambito di situazioni di sfruttamento sessuale, reti di prostituzione, di tratta di esseri umani.

Il femminicidio indiretto è quello a seguito di un aborto forzato o di una mutilazione genitale femminile. Ne fa parte l’omicidio fondato sul genere, di una persona transgender.

(Fotografia di Annie Pratt - Unsplash)

La legge*, che deve completare il suo iter (seconda lettura, Parlamento, pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale Belga/Moniteur Belge), definisce anche le diverse forme di violenza che portano al crimine, quali violenza sessuale, violenza psicologica e il controllo coercitivo. O altre con radici multiple e strutturali, quali violenza familiare, misoginia, patriarcato, cambiamenti economico-sociali, discriminazione ed esclusione sociale.

Il testo prevede un Rapporto annuale che includa statistiche, caratteristiche delle vittime, degli autori e delle relazioni intercorrenti tra loro e un Rapporto semestrale, insieme ad un testo di analisi di un comitato interdisciplinare per identificare mancanze e proporre raccomandazioni al governo.

Le vittime di un tentativo di femminicidio avranno nuovi diritti e sostegni, come poter scegliere il genere del membro delle forze di polizia che le interrogherà, essere ricevute in un locale adatto che assicuri discrezione. Potranno essere informate sulle misure di protezione esistenti quali, allarme anti avvicinamento, divieto temporaneo di residenza, divieto di luogo e di contatto, indirizzo non comunicabile. Mentre la polizia e la giustizia dovranno utilizzare per tutta l’inchiesta uno strumento di valutazione dei rischi (novità di procedura). Un focus sui femminicidi verrà ulteriormente sviluppato nell’ambito delle formazioni destinate alla polizia e ai magistrati. Un approccio volutamente globale e olistico a un problema atroce!

*N.B. C’è da sottolineare che le deputate e i deputati del Parlamento europeo da anni (almeno dal 2006) chiedono di riformulare la definizione di violenza contro le donne e innalzare il livello politico di discussione e d’intervento. Perché, trattandosi di un problema politico di prim’ordine e di interesse internazionale, che rappresenta una ulteriore dimensione delle Pari Opportunità, richiede maggiori strumenti e mezzi di lotta. In Europa si vuole arrivare a una definizione giuridica comune europea di violenza domestica (2021) e di femminicidio (forma estrema di discriminazione) e all’applicazione della legge che ne deriva. Per facilitare la gestione delle denunce e l’armonizzazione dei diritti delle donne in Europa.

Marisa Giuliani (Bruxelles 31 ottobre 2022)

(Fotografia Violence is silence di Jason Leung - Unsplash)

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