Sulla 194 : le donne scrivono

Grazie agli attacchi clericali e al vergognoso episodio del Policlinico di Napoli le donne hanno ripreso a scrivere sull'interruzione di gravidanza. In realtà la consapevolezza del dolore che accompagna sempre un aborto produce pudore e riflessione non invita a scrivere e trattiene le persone più sensibili e consapevoli dalle strumentalizzazioni volgari alla "Ferrara- Ruini". Vi segnaliamo alcuni articoli tra i tanti che contribuiscono a chiarire il senso e il percorso della IVG in Italia. Il ritorno del maschio , scritto da Natalia Aspesi e pubblicato su “ la repubblica” del 14 febbraio 2008 è un articolo arrabbiato e dolente. Documentato, ci ricorda quali erano in Italia i numeri di questa piaga clandestina prima dell’approvazione della legge 194/78. Nel 1968 al 53° congresso di ostetricia che si tenne a Bologna, si parlò di 3.500.000 aborti procurati l’anno. Dati esagerati?..

In quegli stesi anni l’ONU stimava che in Italia gli aborti fossero 1.200.000. Nel 2006 sono stati 130.033, e rispetto all’entrata in vigore della legge sono diminuti in tutti gli anni in cui disponiamo di statistiche pubbliche del 46%. Gli aborti “terapeutici” consentiti dopo la tredicesima settimana per gravi motivi di salute della madre o del feto sono appena il 2,7%.

L'ultima parola è la nostra "dall'evidenza scientifica all'etica della responsabilità" , è la lettera appello di Elena del Grosso, Eleonora Cirant ,e Maddalena Gasparini. Anch'esse ricordano le reponsabilità gravi della chiesa cattolica.e chiedono provocatoriamente se un feto di 21 settimane possa esprimere "un consenso informato " autonomo verso l'accanimento terapeutico del quale sarà oggetto.

A rischio la libertà delle donne in Italia Monica lanfranco ricorda in una bella lettera il percorso e la scelta di donne di ogni partito per una maternità libera e consapevole

Buona lettura

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