8 Luglio: verità e circostanze mutevoli

Sabrina Guzzanti all'arrembaggio del Papa e di Mara Carfagna, e Beppe Grillo scatenato contro il Presidente Napolitano e Veltroni, spengono i riflettori sui vibrati, applauditissimi interventi di Antonio Di Pietro e Rita Borsellino (in collegamento telefonico), sulle parole di Moni Ovadia, sulle poesie di Camilleri, sull'appello in difesa di Costituzione e legalità del senatore Pardi.


Una parte della Piazza applaude i "guastatori", ride, approva... Che la "frittata" fatta -vien da pensare trovandosi nel cuore di questo ciclone- serva allora da monito per il fututo! A chi organizza, da un lato, per ricordare che una "roba" seria come la politica, in situazioni limite è preferibile sia esercitata da soggetti politici. Affinché tra gli interventi di sostanza (fondamentali per la "battaglia") e quelli di intrattenimento (auspicabili per alleggerire il clima) si traccino chiare ed ampie linee di demarcazione. A chi offre sostegno, dall'altro, affinché ricordi che il successo personale non si persegue mai a discapito della riuscita dell'evento che vuol sostenere: si ottengono senza dubbio risultati migliori muovendo in una direzione comune. Per uno scopo comune.


L'impegno, allora, sia da oggi quello di sostenere -tutti- la giustizia e la verità con ingegno. Per affrontare anche le sfide del più inaspettato mutare di circostanze. Perchè è profondamente ingiusto come sono andate ieri le cose. Per dirla con le parole di Rita Borsellino a L'Unità, infatti: «La gente era arrivata in piazza Navona per manifestare il proprio dissenso nei confronti delle scelte del governo Berlusconi rispetto alla giustizia e alle politiche sociali per i migranti. Spiace davvero che alla fine, le battute di Grillo e Guzzanti abbiano spostato il tiro».

 

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