Fecondazione assistita: la Legge 40 compie 3 anni

“Nella maggior parte dei casi le persone con alle spalle diversi tentativi falliti di PMA, presentano un comprensibile sentimento di frustrazione e la paura -e il dubbio- di continuare un percorso incerto, dispendioso sul piano economico e, soprattutto, psicologico. Molte donne hanno espresso forti timori per gli effetti collaterali delle terapie ormonali, alcune addirittura irritazione per la medicalizzazione alla quale si sentono costrette. […] Generalmente ho potuto osservare un gran senso di solitudine per la mancanza di una rete sociale di sostegno, troppo spesso familiari ed amici non sono stati informati delle scelte della coppia per paura di giudizi negativi. Sono quasi sempre le donne, prosegue Mandina- a raccontarsi e a cercare un confronto all’esterno, a cercare un sostegno che forse non hanno il coraggio di chiedere ad amici e parenti. A ridosso dell’entrata in vigore della legge, l’incertezza sulle reali conseguenze dell’applicazione della nuova normativa ha spinto ad affrettare ancora di più le procedure di PMA. C’era la preoccupazione sulla riduzione delle possibilità di riuscita. Oggi i temi ricorrenti non sono cambiati, ma in tanti chiedono informazioni su centri all’estero che possano garantire congelamento di embrioni, analisi preimpianto ed eterologa”.

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