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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
Edita dall'Associazione Power And Gender

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Legge 194: due mozioni in assemblea capitolina
Politica Interna - Legge 194
Scritto da EP   

Image DIRITTI DELLE DONNE – Oggi 18 ottobre a Roma, nell'Assemblea Capitolina riunita dalle 14 alle 20, è prevista anche la discussione di due mozioni sulla Legge 194, il cui esito determinerà se Roma sia ancora una città che rispetta i diritti e le scelte delle donne, oppure se sia divenuta presidio del vicino Stato Vaticano, per il quale, per le donne vale unicamente ciò che decide ...il ‘fato’.

Mozione N. 206/2018 (a firma del Consigliere Fassina) Impegno per la Sindaca a manifestare la posizione dell'Assemblea Capitolina in difesa degli inalienabili diritti di autodeterminazione delle donne garantite dalla L.194/1978 a tutela della salute e del riconoscimento di una maternità consapevole.

Mozione N. 207/2018 (a firma dei Consiglieri Meloni, De Priamo, Mennuni e Figliomeni) Impegno per la Sindaca e la Giunta a proclamare Roma "Città a favore della vita", inserendo nello Statuto di Roma Capitale questo principio generale e predisponendo piani straordinari per il supporto alle politiche della famiglia e della natalità.

Si impegnerà la Sindaca di Roma ad assumere pubblicamente posizione in difesa degli inalienabili diritti di autodeterminazione delle donne? Oppure andrà nella direzione opposta? Sopratutto: ci sarà in assemblea?

Si stima che il movimento della vita sarà presente in Campidoglio con un proprio presidio. E’ importante allora la chiamata a raccolta di quante più donne possibile a sostegno della libertà di scelta. La partita è aperta!

 
Sorvegliare gli stalker come i mafiosi
Violenza di genere - Stalking
Scritto da Surfing   

Image «In un Paese "dove un quarto degli omicidi volontari riguarda casi di femminicidio", uno stalker può essere trattato alla stregua di un mafioso ed essere sottoposto a misure di sorveglianza speciali anche senza condanna, tra cui quella di "mantenersi ad almeno mille metri di distanza" dalla donna perseguitata. E' questo il senso di una innovativa decisione firmata dal tribunale di Sorveglianza di Milano (presidente Fabio Roia) che accoglie la richiesta della questura di applicare per la prima volta a uno stalker una norma del codice antimafia così come riformato nel 2017.» La vicenda è quella di un 24enne filippino, ai domiciliari… LEGGI TUTTO SU REPUBBLICA.IT

 
Perché la politica attacca giornali e giornalist*?
Linguaggi e media - FOCUS ON
Scritto da Eva Panitteri   

ImageMEDIA - L’attacco ai giornalisti ed alle giornaliste, sui social ma non solo, si ripete “con una costanza e una rabbia che non ha precedenti”. "I nuovi potenti sono ossessionati dal nostro lavoro, ma non ci faremo spaventare". Risponde così il direttore di Repubblica, Mario Calabresi, agli attacchi del vicepremier Di Maio e Ministro del Lavoro (sic!) che il 6 ottobre aveva evocato la chiusura del quotidiano ed il licenziamento dei suoi giornalisti.

Questi attacchi si moltiplicano “ma perché non provano a dare risposte credibili alle difficoltà del Paese, perché non provano a costruire futuro, perché perdono tempo a intasare la Rete di polemiche sterili e becere?” scrive ancora su Repubblica giovedì 11 ottobre Calabresi.

In un tempo in cui l’imbarbarimento del dibattito pubblico sembra non trovare confini e la voglia di squalificare e sporcare chi dissente è martellante” questa tecnica di distrazione di massa sembra posta in atto -appunto!- per distrarre anche dalle innumerevoli gaffe di arroganza e/o d’incompetenza, dai commenti (tweet) sessisti, dai linguaggi sboccati e sgrammaticati cui questo ‘nuovo che avanza’ ci vorrebbe però abituati, magari rassegnati, preferibilmente assuefatti.

Proprio per questo, ed ancora una volta usando le parole di Calabresi per dirlo “bisogna restare ben saldi e non perdere di vista i fatti, i valori e i diritti. Bisogna provare [tutti noi, cittadine e cittadini] a tenere accesa la luce”. Per continuare a guardare in faccia la brutale realtà odierna, perché mentre il ‘nuovo che avanza’ lancia slogan e proclami ed insulti dai social network, il paese precipitosamente arretra.

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Cristina Parodi (RAI) dissente? VADA VIA!

Tito Boeri (INPS) dissente sulla quota 100? SI DIMETTA!

 
Papa Francesco contro l'aborto e contro le donne
Questioni di genere - Discriminazioni
Scritto da Eva Panitteri   

ImageDIRITTI DELLE DONNE - Papa Francesco all'udienza generale odierna torna a parlare contro l'aborto, e come già in precedenza lo bolla quale atto contro la vita. “E’ giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema?” domanda. E ancora: “E' come affittare un sicario”. In particolare l’affondo viene lanciato all’indirizzo dell’aborto terapeutico. “Pensiamo a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave. I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza”.

In Italia, dove il 90% di ginecologi e ginecologhe in forza alla sanità pubblica pratica l’obiezione di coscienza (quindi di fatto nega il diritto di abortire), questi frettolosi consigli, per giunta dati tanto spesso, ma chi li dà? Papa Francesco pare voler dare manforte ai reazionari che ultimamente non fanno mistero di volere -loro sì!- ‘far fuori’ senza troppi complimenti i diritti delle donne, discriminandole ed imponendo divieti su cosa esse possano o NON possano fare. L'attacco è ovviamente anche alla legge 194 faticosamente conquistata per ottenere la fine dell’aborto clandestino e la possibilità di fare questa scelta entro un percorso tutelato e normato. Una maggior riflessione, ed una maggior contestualizzazione sarebbero d’obbligo, caro Francesco. Perché queste sono parole che in Italia e nel mondo verranno usate contro le donne, per cercare di sottrarre alle donne, ancora una volta, la propria libertà di scelta. Ancora una volta con il Sigillo Papale.

 
EIGE – Le statistiche 2005 – 2015 sulla parità di genere in Italia e nell’ Europa a 28
Questioni di genere - Convegni
Scritto da irene Giacobbe   

ImageRoma 8 ottobre 2018 - l’EIGE, European Institut for Gender Equality prosegue le visite nelle capitali Europee . Oggi presso il Dipartimento Pari opportunità sono stati esaminati i risultati dello sviluppo e degli esiti delle politiche di genere messe in atto nel corso di 10 anni nel nostro Paese. E’ un notevole miglioramento quello registrato dall’Italia nel decennio preso in considerazione: si passa dal penultimo posto, (ultima Cipro), al 14mo. Si sottolinea che il balzo è strettamente connesso all’accresciuta presenza delle donne nei luoghi decisionali e questo grazie all’implementazione di norme e politiche antidiscriminatorie quali doppia preferenza di genere, leggi elettorali e politiche del 50&50 ovunque si decide, e grazie alla legge Golfo –Mosca (120/2011) che raccomanda-impone una presenza di almeno il 30% di donne nei consigli di amministrazione delle aziende pubbliche e private.

Grazie a questi provvedimenti l’Italia ha registrato il maggior tasso di incremento tra i 28 paesi dell’Unione: non è piu fanalino di coda e si colloca a metà del percorso Europeo.

Tra i sei “domini” e ambiti principali della ricerca EIGE- oltre al progresso nell’ambito del potere decisionale- si confermano come problematici , e in qualche caso altamente problematici, gli ambiti legati a lavoro e differenziali retributivi; la condivisione e utilizzo del tempo; il tema della conoscenza istruzione e formazione (con particolare attenzione alle competenze scientifiche; la salute ...

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FINE VITA: la libertà più importante è poter scegliere
Politica Interna - Libertà civili
Scritto da Eva Panitteri   

ImageMILANO - "Le proibizioni contro la ricerca scientifica e la libera scelta sul nostro corpo tolgono salute e speranza, rafforzando l’arbitrio del potere". "Le libertà in persona" è il titolo della XV edizione del Congresso dell'Associazione Luca Coscioni, svoltosi dal 5 al 7 ottobre presso l’Università degli Studi di Milano. Il tema  imprescindibile della libertà di scelta, è alla base di un convegno fondato sugli ormai consueti cavalli di battaglia: ricerca, genoma, stupefacenti, staminali, biotecnologie, aborto, disabilità, intelligenza artificiale, eutanasia, laicità.
Al panel sul tema del fine vita, Marco Cappato, in attesa il 23 ottobre di una pronuncia sul suo caso per l'aiuto a DJ Fabo, parla dell'importanza di un confronto con coloro che apparentemente oggi "ci parlano da una posizione avversaria perché partendo dall'interesse in comune verso il diritto della persona, sono alleati fondamentali rispetto agli indifferenti: l'alleato che trasforma l'impossibile in possibile é l'opinione pubblica. E partendo da questo punto di forza abbiamo deciso il salto della disobbedienza civile".

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Le libertà in persona - I diritti che mancano
Politica Interna - Libertà civili
Scritto da Eva Panitteri   

Image(ANSA) - MILANO, 4 OTT - "L'Italia e' 26/a al mondo per liberta' di ricerca scientifica": un dato su cui vogliono far riflettere gli organizzatori del XV Congresso dell'associazione Luca Coscioni dedicato a "Le liberta' in persona". Tre giorni di dibattito e confronti all'Uniw versita' Statale di Milano dal 5 al 7 ottobre, dove potranno confrontarsi scienziati, politici e intellettuali sia italiani che internazionali.

 
"Sara' il Congresso della liberta' di scienza - spiega l'associazione - attualmente presentata come un pericolo dal quale difendersi, tanto da essere estromessa dall'agenda e dal dibattito politico nonostante la volonta' popolare. Oltre ad essere l'occasione per ascoltare la voce dei ricercatori, delle persone malate e con disabilita' e di tutti gli altri cittadini che si vogliono unire per conquistare nuove riforme laiche". Tra i temi discussi ci saranno quelli del fine vita, della fecondazione assistita, delle biotecnologie, ma anche dell'aborto, della disabilita' e dell'intelligenza artificiale.
 
Massima allerta in difesa dei diritti
Politica Interna - Libertà civili
Scritto da Eva Panitteri   

ImageDIRITTI DA DIFENDERE - Il Consiglio europeo di ottobre sarà incentrato su migrazione, sicurezza interna e Brexit. A breve i/le leader dell'UE a 27 si riuniranno. «In tutti i paesi europei l'elettorato femminile è anagraficamente maggioritario. In tutte le istituzioni - esclusi i partiti - nostre amiche hanno lavorato per noi: il Parlamento europeo, il Consiglio d'Europa, tutte le Agenzie hanno prodotto cose interessanti sui diritti femminili» ma poche donne lo sanno.«L'Europa è una questione che ci riguarda, come donne e come femministe. La riunione dei Capi di Stato e di Governo europei del prossimo 18 ottobre ci riguarda […] Dobbiamo lanciare una serie di messaggi anche noi, che partano dalla resistenza femminile a difesa dei propri (e altrui) diritti. ».

Massimo Cacciari, filosofo ed ex sindaco di Venezia in forza al PD ad agosto aveva lanciato un appello agli intellettuali a far fronte comune per arginare il pericolo sovranista in tutta Europa. “Il senso di questo documento è quello di risvegliare gli assenti, costringere il Pd a dire cosa intende fare, oltre a una sporadica opposizione parlamentare, di quando in quando. ”

Noi Donne ed Il Paese delle Donne, realtà giornalistiche storiche attive da anni all’interno della Casa Internazionale delle Donne di Roma, insieme a Power & Gender (testata online più giovane ma non meno impegnata) lanciano un invito a vigilare, soprattutto alle donne, perché molti diritti, alla luce del vento che tira, non sembrano essere più così saldi, e si corre il rischio che vengano sottratti. Parliamo dei diritti di tutti, ma in particolare sono sotto attacco, in forme diverse, per via di neo-fascismi, neo-populismi, neo-reazionarismi e vecchi razzismi soprattutto i diritti delle donne. Ed allora che blog, appelli, inviti, proclami, articoli -come scrive NoiDonne nell’appello ALLERTA DONNE - vengano condivisi e «diffusi al massimo».

 
PREMIO "Immagini Amiche" NO stereotipi NO sessismo
Linguaggi e media - FOCUS ON
Scritto da Surfing   

ImageROMA - Al via l'VIII edizione del Premio "Immagini Amiche", promosso dall’UDI, Unione Donne in Italia, e ispirato alla Risoluzione del Parlamento Europeo per monitorare l'impatto del marketing e della pubblicità sulla parità fra donne e uomini. Il premio, che quest'anno ricade nel decimo anniversario della Risoluzione del Parlamento europeo, ha l’obiettivo di valorizzare le immagini, la pubblicità, i programmi Tv o i contenuti web senza stereotipi di genere, strumentalizzazione delle donne o abuso dell'immagine femminile e, al tempo stesso, di incoraggiare una diversa generazione di creative e creativi più attenta e socialmente responsabile. La presentazione La cerimonia di premiazione dell'ottava edizione si terrà presso il teatro comunale di Carpi il 17 novembre 2018 dalle 9:30. La conferenza stampa nazionale di lancio si terrà a Roma il 5 ottobre alle 11.30, presso la Sala stampa estera in via dell'Umiltà, 83/C. Tutte le informazioni al Sito Web www.premioimmaginiamiche.it

 
EIGE: Promuovere e sostenere l'uguaglianza di genere
Questioni di genere - Convegni
Scritto da La Redazione   

Image ROMA - Nelle date 8 e 9 ottobre 2018, gli esperti/e dell'EIGE saranno in Italia per un seminario sulla di parità di genere, in collaborazione con il Dipartimento Italiano per le Pari Opportunità. Scopo dell’incontro è quello di presentare un toolkit sulla parità di genere insieme ai dati sui progressi della stessa nell'Unione europea - con particolare attenzione l'Italia. QUI IL PROGRAMMA

 
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