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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
Edita dall'Associazione Power And Gender

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DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2018
Migranti - Leggi e fatti
Scritto da Irene Giacobbe   

ImageRoma, 15 gennaio 2019 - E stato presentato oggi ad un uditorio attento e competente il Dossier Statistico Immigrazione giunto alla sua 28ma edizione. Curato dal centro Studi e Ricerche Idos, in partenariato con il Centro Studi Confronti e con la collaborazione dell’UNAR, che condensa nella asciutta descrizione dei numeri la nuda semplice realtà. Pubblicato grazie al supporto della comunità Valdese, aiuta l’analisi ragionata di un fenomeno mondiale che interessa l’Europa e l’Italia. Oltre 7 miliardi e 600 milioni di esseri umani abitano nel 2017 il pianeta e - secondo l’ONU- con una crescita stimata di oltre 70 milioni l’anno, gli abitanti della Terra raggiungeranno nel 2050 quasi 10 miliardi. I migranti che oggi sono in tutto il mondo circa 258 milioni di individui, sono destinati a crescere e raddoppiare. Nel 2050 l’Africa avrà raddoppiato la sua popolazione passando dal miliardo e duecento milioni attuale ad oltre due miliardi e mezzo… e i fenomeni naturali uniti a quelli provocati dalla mano dell’uomo costringeranno sempre più l’umanità a cercare scampo e condizioni di vita meno disumane. L’Europa avrà sempre meno abitanti e importanza sul piano mondiale

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Femminicidio: vittime ancora invisibili
Violenza di genere - Femminicidio
Scritto da Surfing   

 Image Il 2018 si è chiuso con un bilancio pesantissimo di donne uccise dai loro mariti, compagni, ex compagni. Solo nei primi 10 mesi del 2018 in Italia ci sono stati 106 femminicidi, uno ogni 72 ore. Solo nei giorni di Natale sono morte altre 10 donne. E' evidente che in Italia si fa ancora troppo poco per prevenire e contrastare questa intollerabile strage. Ed è purtroppo lo Stato a mancare: troppo pochi sono i fondi destinati ai centri anti violenza, troppo pochi sono gli stessi centri. Anche questa manovra non ha aggiunto 1 euro al piano nazionale anti violenza lanciato durante la scorsa legislatura e che andava invece incrementato e sostenuto. Il minimo che si possa fare è quindi convocare al più presto la commissione parlamentare contro il femminicidio e la violenza di genere. Se questa inarrestabile mattanza di donne è inaccettabile, altrettanto lo è la nostra inerzia, l’indifferenza, il nostro silenzio. La commissione è importante per riprendere il fondamentale lavoro avviato nella scorsa legislatura. Un lavoro di monitoraggio, messa in rete delle conoscenze, rilancio di campagne di comunicazione ed educazione, per rimettere in campo strumenti di prevenzione, controllo e contrasto. Non si perda altro tempo! (Newsletter Valeria Fedeli 11 gennaio 2019)

 
Chiediamo al calcio il rispetto dei diritti umani e delle donne
Diritti & Diritti Umani - Discriminazioni
Scritto da La Redazione   
Image CALCIO - Il rispetto dei diritti umani e dei diritti delle donne chiama ad una riflessione urgente sull’opportunità di giocare la finale di Supercoppa italiana Milan Juventus in programma il 16 gennaio a Gedda in Arabia Saudita. Le commissioni pari opportunità della Fnsi e dell'Usigrai in un comunicato ricordano che «l'Arabia Saudita è un paese nel quale attiviste per i diritti delle donne e alcuni loro sostenitori sono rinchiusi in un carcere di massima sicurezza dal maggio del 2018 e in cui il controllo degli uomini sulle donne è previsto per legge.» Sottolineando quanto sia deprecabile che per meri motivi economici «siano state accettate condizioni in palese violazione della pari dignità di uomini e donneLe tifose, anche del nostro paese, infatti, non potranno accedere ad alcuni settori dello stadio riservati soltanto agli uomini e «potranno vedere la partita soltanto se indosseranno l’abaya, la lunga veste che copre le donne in Arabia Saudita». Inoltre, «il regime saudita è impegnato nel devastante e dimenticato conflitto in Yemen, con l’immane strage di civili e bambini, che proprio Khashoggi raccontava con i propri articoli.»
 
Edda Billi presenta “Donnità”
Cultura - Letture consigliate
Scritto da Eva Panitteri   

ImageCULTURA - Venerdì 14 dicembre, alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, ore 18, Edda Billi presenta “Donnità” il suo secondo volume di poesie dell'anima. Curato da Paola Mastrangeli, con la postfazione di Carla Vasio, di Iacobelli Editore, “Donnità” è un’ode -per dirla citando l'autrice- “alle parole che contano”. Una corsa verso il vero, ed una rincorsa al vero sé. Sia esso “l’appuntamento d’amore” o la “bellezza scostumata fuori dal mondo” di una danza col gatto, Edda si afferma e marcia libera verso quella sfida ai sentimenti ed al tutto che è sempre stata nota altissima del suo dire, del suo essere, del suo fare e del suo raccontare. La sfida di Edda, sia essa “alle regole di rito” o al “vento del nord”, travolge e proietta chi legge nelle passioni, nelle visioni e nelle pieghe più intime di una vita vissuta, grande, intensa, generosa e condivisa. E mentre la poesia narra, la parola fortemente avvisa che questa donna che appartiene al mondo, al femminismo, alla cultura, ineluttabilmente, inesorabilmente, sopratutto appartiene al percorso forte che ha costruito. Per tutte le donne e per sé.

«EDDA BILLI è Presidente onoraria della Casa Internazionale delle Donne un riconoscimento che le è stato rinnovato anno dopo anno per il suo indomabile impegno che l’ha vista sempre presente dai lontani anni sessanta nelle lotte femministe per il riconoscimento delle donne come persone autodeterminate e come cittadine del mondo. Ma Edda Billi è anche, soprattutto, […] poeta consapevole di essere dentro un “corpo politico” ma senza nessuna pretesa di poesia civile: la sua è la parola lucida e dolente di un’anima che scava e vola, che sa sorprendere la natura segreta di cose e animali, che dà alla rabbia e al dolore la quiete della pietà, che sa l’incanto d’amore trovato e perso ed è capace di prendere per mano, come un’amica attesa, anche la morte».(Irene Giacobbe)

 
Giornalisti: il giorno dello Sciacallo
Politica Interna - Giornalismo
Scritto da Eva Panitteri   

ImageROMA - Contro il precariato, per il pluralismo, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Ordine dei Giornalisti si riuniranno in assemblea pubblica oggi, lunedì 10 dicembre alle ore 11:00, davanti al Ministero dello Sviluppo Economico, in via Veneto (angolo via Molise), a Roma per un’assemblea pubblica davanti contro la mistificazione e la propaganda messe in atto dal Movimento 5 Stelle.

«Il Messaggero di sant'Antonio chiude la redazione e licenzia i giornalisti. Radio Radicale sarà costretta alla chiusura. Anche se non ancora approvato, il taglio del fondo per l'editoria, annunciato dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, e dal sottosegretario con delega all'Editoria, Vito Crimi, sta già producendo i primi effetti negativi. Incuranti del colpo mortale inferto al pluralismo dell'informazione e al diritto di intere comunità ad essere informate, per nulla preoccupati per i danni sul piano occupazionale, i due esponenti del governo portano avanti una crociata contro l'informazione e i giornalisti, nell'illusione di eliminare qualsiasi voce critica. Per di più, dopo aver insultato un'intera categoria e auspicato la chiusura di alcune testate, senza avvertire il benché minimo bisogno di fare ammenda, il ministro Di Maio cerca di strumentalizzare i giornalisti precari, la parte più debole della categoria, convocando fantomatici tavoli per parlare di equo compenso. Un'evidente provocazione perché attorno a quel tavolo dovrebbero esserci gli enti della categoria insieme con non meglio identificate associazioni, scelte rigorosamente dallo stesso ministro. Non si capisce come si possa parlare di lavoro precario con chi sta creando le condizioni per ampliare la platea dei precari con tagli indiscriminati al fondo per l'editoria. Una ragione in più per rispondere alla convocazione del ministro Di Maio con un'assemblea pubblica davanti al ministero dello Sviluppo Economico, in via Veneto (angolo via Molise), lunedì 10 dicembre, a partire dalle 11. Il 70esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, firmata il 10 dicembre 1948, sarà l'occasione per ribadire, anche con le associazioni che ne condividono i valori, il diritto ad informare e ad essere informati, insieme con il diritto ad un lavoro e ad una retribuzione dignitosa, sanciti nella Dichiarazione». Lo affermano, in una nota, Federazione nazionale della Stampa italiana e Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.

 
Sostegno alla Casa Internazionale delle donne di Roma ed al lavoro delle donne che la gestiscono
Politica Interna - Spazi da difendere
Scritto da La Redazione   

Image ROMA - Si è tenuta oggi, giovedì 22 novembre, alla Casa Internazionale delle Donne una conferenza stampa per illustrare il ricorso che la Casa ha presentato contro la procedura di sfratto intentata dal Comune, e per riaffermare la volontà della Casa di giungere ad una transazione sul contenzioso come già richiesto alla Sindaca Virginia Raggi e alle assessore Rosalba Castiglione, Flavia Marzano e Laura Baldassarre. I conti sono pagati, è vero manca qualcosa, ma la struttura è ben tenuta ed al comune sinora non è costata nulla.

Le associazioni, le femministe e le donne che operano nella Casa, infatti, non hanno mai chiesto privilegi come ha erroneamente sostenuto la sindaca Raggi, chiedono invece di pagare, anche per il pregresso, in modo commisurato (1) alla cura che mettono nel conservare e mantenere questo bene comune e (2) al valore che il lavoro volontario delle associazioni restituisce a Roma sotto forma di servizi, insieme al prestigio nazionale e internazionale che la Casa internazionale delle donne ha saputo guadagnarsi. Il direttivo della Casa ha anche rilanciato la campagna di raccolta fondi in favore del progetto Casa internazionale delle donne.

 
Donne ONU in prima linea contro la violenza alle donne
Violenza di genere - 25 novembre
Scritto da Eva Panitteri   

ImageNEW YORK - Le donne delle Nazioni Unite sono in prima linea negli sforzi per porre fine a tutte le forme di violenza contro donne e ragazze. Il tema dell’ONU  per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne 2018 è "Orange the World: #HearMeToo" un’iniziativa per la costituzione di un movimento globale di solidarietà ed ascolto contro gli squilibri di potere storici, dove molestie sessuali e altre forme di violenza sono profondamente radicate.“Le leggi devono riconoscere che le molestie sessuali sono una forma di discriminazione nei confronti delle donne e una violazione dei diritti umani, che esprimono e rigenerano le disuguaglianze, che si verificano in molti ambiti della vita, dalle scuole ai luoghi di lavoro, negli spazi pubblici e online. Il timore di rappresaglie, di non essere credute, e lo stigma che deve sopportare chi sopravvive - non chi aggredisce - hanno messo a tacere le voci di milioni di sopravvissute alla violenza e nascosto la vera portata delle violenze”. Lo ha affermato la Direttrice Esecutiva delle Nazioni Unite Ms. Phumzile Mlambo-Ngcuka aggiungendo: “Quest'anno, insieme a voi, miriamo a sostenere tutte/tutti coloro le cui voci non sono ancora state ascoltate.” Say NoUNiTE

In Focus: Orange the World -16 giorni di attivismo contro la violenza di genere dal 25 novembre al 10 dicembre 

https://twitter.com/SayNO_UNiTE     Orange the World: #HearMeToo    End Violence against Women

 
Femminicidio è quando lei dice basta e lui l’ammazza
Violenza di genere - 25 novembre
Scritto da Eva Panitteri   

ImageNO alla VIOLENZA CONTO le DONNE - Femminicidio è quando lei dice basta e per tutta risposta lui l’ammazza.“A livello mondiale la violenza domestica è la causa principale di morte o lesioni nelle donne tra i 16 e i 44 anni”*. «In oltre 400 casi analizzati, solo il 3,6% degli uomini che hanno ucciso una donna erano portatori di una malattia mentale (dati EURES). Il Prof. Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze del Fatebenefratelli di Milano afferma: “nella stragrande maggioranza [dei casi di femminicidio] ci troviamo davanti a uomini che hanno comportamenti violenti, aggressivi, prepotenti, una personalità antisociale ed egoistica, e che non tollerano la possibilità per la donna di operare scelte diverse e autonome". Visto che del fenomeno del femminicidio se ne deve riconoscere la valenza pubblica, si agisca affinché le vittime siano protette e tutelate nel proprio bene primario: la vita.»**

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Petizione su change.org: applicare la Legge 194
Politica Interna - Legge 194
Scritto da Surfing   

 Image«Ha raggiunto oltre 67mila firme ad oggi la petizione diretta alla ministra della Salute Giulia Grillo lanciata su change.org da quattro ginecologhe non obiettrici  per garantire la piena applicazione della legge 194. Scopo della petizione è sanzionare gli Enti ospedalieri che non forniscono il servizio di interruzione volontaria di gravidanza e istituire una "helpline" per le donne che necessitano di supporto. Autrici dell'appello sono quattro tra le più importanti ginecologhe italiane, da sempre in prima linea per difendere la legge sull'aborto, ormai boicottata e resa inapplicabile in gran parte delle regioni italiane. Le promotrici sono: Silvana Agatone (presidente di "Laiga" Libera Associazione Italiana Ginecologi per l'applicazione della Legge 194/78 e socia fondatrice della rete nazionale di politica femminista "Rebel Network"). Elisabetta Canitano (fondatrice di Vita di Donna), Concetta Grande (Laiga) e Giovanna Scassellati (Responsabile del reparto di salute riproduttiva dell'ospedale San Camillo di Roma).» Articolo di MARIA NOVELLA DE LUCA su Repubblica.it

 
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