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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
Edita dall'Associazione Power And Gender

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Prostituzione- il libro di una sopravvissuta
Violenza di genere - Iniziative di sensibilizzazione
Scritto da irene Giacobbe   

ImageRoma ottobre 2017- La foto di Simonetta Tosi appesa alla parete dell’omonima sala della Casa Internazionale delle Donne a Via della Lungara assisteva impassibile - giovedì 12 ottobre -alla presentazione del libro di Rachel Moran Stupro a pagamento - La verità sulla prostituzione.

Durante la presentazione hanno fatto irruzione in sala, innalzando cartelli, un gruppo di attiviste - sé dicenti “femministe”- di un collettivo di sex workers.
Edda Billi , presidente dell’AFFI, presente all’incontro ha scritto su quanto avvenuto il comunicato che segue :
>Oggi , alla Casa internazionale delle donne, Rachel Moran, invitata dal collettivo Resistenza Femminista, ha presentato il suo libro, “Stupro a pagamento - la verità sulla prostituzione".
Rachel è l’esperienza di una “sopravvissuta” che diventa soggetto politico. e ogni volta che ciò accade è un colpo per la decostruzione del patriarcato, come ha detto Elisa Ercoli , dell’Associazione Differenza Donna, nel suo bellissimo intervento.Perché questa ...
 
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Stalking in Italia: tutti i dati
Violenza di genere - Stalking
Scritto da EP   

ImageSTALKING - Nel 2016 l'Istituto nazionale di statistica ha pubblicato uno studio che fa il punto della situazione sulle donne vittime di comportamenti persecutori (stalking). Ad averli subiti, almeno una volta nella vita, sono più di tre milioni di italiane, da ex partner ma anche da semplici conoscenti o da perfetti sconosciuti. Più di due milioni le donne perseguitate da un ex partner. Cifra simile per le donne che dichiarano di essere state molestate da uomini diversi dall'ex compagno. Lo stalker ha una vasta gamma di strumenti a propria disposizione: dai messaggi insistenti alle minacce. Spia, insegue, insulta, si apposta sotto l’ufficio o sotto casa… Lo stalker mette a soqquadro la vita della/e propria/e vittima/e,  ma molte donne non denunciano ancora (il 78%) anche se “i dati dimostrano che le vittime che scelgono di rivolgersi alle forze dell'ordine, spesso riescono a bloccare i comportamenti persecutori.” Per questo è importante che chi compie tali reati non abbia la possibilità di cavarsela pagando un risarcimento. Ed è importante che le indagini e gli accertamenti non durino anni. Leggi i dati della ricerca su L’Espresso.it

 
Stalking: NO alle nuove regole salva-molestatori
Violenza di genere - Iniziative di sensibilizzazione
Scritto da Eva Panitteri   

ImageSTALKING - Non si consenta a chi commette un reato così grave di cavarsela con una multa! «Dal 2009 una legge punisce chi mette in atto comportamenti persecutori nei confronti di una persona. Un provvedimento che, secondo i dati dell'Istat, ha aiutato moltissime donne. Ma con la riforma Orlando sarà possibile estinguere il reato con un semplice risarcimento in denaro, anche senza il consenso della vittima» Non ci si confronta, qui, con litigi di poco conto, ci si trova invece davanti a vere e proprie persecuzioni che destabilizzano la vita di chi le subisce, trasformandola completamente. La calunnia si abbina all’insulto, sui social il falso diventa (post) verità, ogni aspetto della vita quotidiana ne risente, si ‘infeltriscono’ e si rovinano irreparabilmente moltissimi spazi di libertà. Il reato poi si prescrive in pochissimo tempo, e se in città come Roma per arrivare alla prima udienza passano anche 4 anni, va da se che la conclusione “PRESCRIZIONE DEL REATO” è sin dall’inizio già bella che scritta. Ed allora perché, in un momento in cui sono state davvero tante le donne vittime di stupro, si dovrebbe voler depotenziare l’unico strumento che pare aver portato qualche risultato nella lotta impari almeno verso gli stalker? E perchè si lascia questa gente libera di esercitare quasi impunemente questo potere (malato!) di far del male?

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Testamento biologico: la politica recepisca il SI del Paese
Politica Interna - Biotestamento
Scritto da EP   

ImageROMA - Dopo 50 sedute di commissione, 3.500 emendamenti, oltre 80 richieste di audizione, decine e decine di iscritti a parlare, un ostruzionismo senza fine, e l'appello di quattro senatori a vita, pubblicato da Repubblica, per la legge sul biotestamento, sembra essere stato trovato un modo per superare lo scoglio al Senato. La relatrice Emilia De Biasi (Pd), annuncia che si dimetterà la settimana prossima, per poter portare il testo in aula aggirando l'ostruzionismo in commissione. Anche dimettendosi però, «tra riforma elettorale e manovra l'aula del Senato è occupata fino ai primi di dicembre. E a gennaio le Camere probabilmente saranno sciolte». Si farà in tempo? "Penso che a dicembre possiamo tentare di approvare lo Ius soli e il biotestamento, perché diventino legge. Il dolore non può più attendere" afferma De Biasi.

TESTAMENTO BIOLOGICO - Appello di Elena CATTANEO, Mario MONTI, Renzo PIANO, Carlo RUBBIA, Senatori a vita, per adottare in Senato, senza modifiche, il testo già approvato dalla Camera. «Da più di cinque mesi il disegno di legge sul 'testamento biologico' è impantanato nella Commissione Sanità del Senato. Nonostante tutti i sondaggi fatti sul tema dimostrino, da almeno un decennio, il consenso di un'amplissima maggioranza di italiani, tremila emendamenti (in massima parte ostruzionistici) e discussioni infinite ostacolano la definitiva approvazione di una legge che non è di destra, di centro o di sinistra. […] In Italia, benché se ne dibatta da decenni, il tema sembra condannato ad essere gestito nei processi, dai tribunali, dai singoli magistrati, in continua supplenza di una politica incapace di fare quel che le è proprio, il legislatore. (Repubblica.it)

 
Daphne Galizia la blogger dei MaltaFiles uccisa in un attentato
Politica internazionale - Attentati e Terrorismo
Scritto da La Redazione   

ImageMALTA – Una Bomba ha ucciso la giornalista Daphne Caruana Galizia, che indagò sui MaltaFiles. La sua Peugeot 108 è rimasta coinvolta in un'esplosione a pochi passi dalla sua abitazione a Bidnija, nell'isola di Malta. Appena quindici giorni fa aveva denunciato di aver ricevuto minacce di morte. Era nota per la sua attività anticorruzione e stava indagando su scandali che coinvolgerebbero, tra gli altri, la moglie del primo ministro maltese Joseph Muscat, probabilmente implicata nel caso Panama Papers. "Eravamo nemici - ha detto il premier -, ma questo è un atto barbarico. Non riposerò finché non avremo giustizia" (Repubblica.it) "Galizia - ricordano i colleghi de l’Espresso che con lei hanno lavorato sui Panama Papers - ha contribuito a svelare l'esistenza di alcune società offshore appartenenti a personaggi famosi maltesi che il nostro settimanale ha pubblicato nei mesi scorsi. Il brutale omicidio di Daphne dimostra ancora una volta quanto un'informazione documentata e di denuncia sia percepita come un pericolo dai potenti e della criminalità organizzata. La redazione si stringe al dolore dei familiari".

 
Manifesto di Venezia: rispetto e parità di genere nell'informazione
Linguaggi e media - Parole contro le donne
Scritto da Eva Panitteri   

Image«La violenza di genere è una violazione dei diritti umani tra le più diffuse al mondo: lo dichiara la Convenzione di Istanbul […] La violenza di genere non è un problema delle donne e non solo alle donne spetta occuparsene, discuterne, trovare soluzioni. Un paese minato da una continua e persistente violazione dei diritti umani non può considerarsi “civile”. Impegno comune deve essere eliminare ogni radice culturale fonte di disparità, stereotipi e pregiudizi». Per il rispetto e la parità di genere nell'informazione, attraverso il Manifesto di Venezia «noi, giornaliste e giornalisti firmatari del Manifesto, ci impegniamo per una informazione attenta, corretta e consapevole del fenomeno della violenza di genere e delle sue implicazioni culturali, sociali, giuridicheIl manifesto può essere sottoscritto solo da giornaliste e giornalisti.

 
Reagire alla violenza e tornare a vivere. E lavorare.
Violenza di genere - Iniziative di sensibilizzazione
Scritto da La Redazione   

ImageREAGIRE ALLA VIOLENZA - STORIE A LIETOFINE - In provincia di Napoli, a Poggiomarino, Antonella, Raffaela e Maria, fuggite da realtà familiari violente hanno aperto un locale, chiamandolo "Viva" , anche col sostegno di Legacoop che nel progetto ha investito 25mila euro. Le tre donne, tutte vittime di violenza domestica e familiare, sono state messe in contatto dai propri legali, e pur senza conoscersi, hanno accettato la sfida di costituire una cooperativa ed aprire un’attività. Perché l’indipendenza economica è un dato essenziale per potersi lasciare alle spalle le costrizioni di un rapporto violento, dal quale non puoi uscire se non hai di cosa vivere.  «Le donne come noi non hanno amiche – dice Maria Sorrentino, 33 anni, che oggi vive a casa dei genitori – non abbiamo nulla. Da anni non parlo con nessuno, non esco di casa, non riesco nemmeno ad accompagnare i miei due figli a scuola. Mio marito mi segue ovunque, nonostante il divieto di avvicinamento. Ma ora voglio essere più forte di lui. Anche se ho paura di uscire, sono contenta di andare a lavorare e i miei figli sono più felici di me per questo. Affronterò le mie paure per uscire da quest’incubo». Antonella Cangianiello è presidente della cooperativa, 39 anni, due figli Erika 12 e Giuseppe, 10. Una vita durissima, un coraggio da leone nonostante 17 anni di violenze subìte da un marito alcolizzato. «Questo è il mio primo lavoro in assoluto – racconta Raffaela Caracciolo, 24 anni, un bimbo, Angelo di 2 - avevo tanti sogni, mi sono laureata alla Federico II in Economia. Invece ho nascosto per troppo tempo anche a me stessa la dura realtà. Mi dicevo che le cose sarebbero migliorate, giustificavo sempre il mio ex compagno, mio unico fidanzato». E invece, ingiurie, percosse, Raffaela non può nemmeno uscire a stendere il bucato. Il suo compagno vede amanti immaginari dappertutto… Ma uscirne, ricominciare, liberarsi e tornare a vivere è possibile LEGGI L’ARTICOLO di Tiziana Cozzi  SU Repubblica.it

 
Lavoro: le donne cambieranno il futuro
Politica Interna - Welfare e Fragilità
Scritto da Eva Panitteri   

ImageROMA - Tito Boeri, presidente dell’Inps, nel suo intervento di ieri mattina durante i lavori della terza Conferenza nazionale della famiglia in corso a Roma, ha segnalato -tra le altre- un’importante sfida per il futuro del nostro paese, nel quale è innegabile l’impatto dell’invecchiamento della popolazione: bisogna ripensare il ruolo della donna, alla quale troppo spesso la società affida tutto il peso dei compiti di cura e di lavoro domestico. Secondo Boeri infatti,« “la crescita della famiglia dipende dal lavoro delle donne”. E i dati provenienti da altri paesi europei lo confermano. “Se guardiamo al rapporto tra tasso di occupazione femminile e quello di fecondità in Europa abbiamo paesi come l’Italia e Grecia in cui il tasso di occupazione femminile è inferiore al 50% e il tasso di fecondità è molto basso e paesi nordici in cui il tasso di occupazione femminile è attorno all’80% e quelli di fecondità sono molto più alti. Più alto è il tasso di occupazione femminile più figli si fanno, questo perché fare figli costa troppo”.

Secondo il presidente dell’Inps le donne che hanno dei figli “perdono circa un terzo del loro reddito. Finché ci sarà un’asimmetria così forte nella condivisione degli oneri della cura dei figli, noi avremmo discriminazioni del mercato del lavoro contro le donne. É noto in particolare che nelle piccole e medie imprese gli imprenditori preferiscono assumere uomini piuttosto che donne in età fertile”. Alcuni strumenti introdotti in questi anni, intanto, hanno avuto un ruolo importante, ha aggiunto Boeri, come il bouns infanzia […] ma bisogna pensare anche ad altri strumenti, per esempio, quelle forme di decontribuzione a cui oggi si pensa per i giovani, forse andrebbero estese alle donne subito dopo i periodi di maternità”. (FONTE: Redattore Sociale)

 

 
Parità di retribuzioni entro il 2030
Lavoro&pari opportunità - Pari Opportunità
Scritto da Flavia Belladonna (ASVIS)   

ImagePARITA’ SALARIALE - «In tutti i Paesi e settori le donne ricevono una retribuzione inferiore agli uomini, ecco perché la Equal Pay International Coalition, partenariato multi-stakeholder, aiuterà i Paesi membri dell’Onu a raggiungere i Goal 5 e 8. In occasione della 72esima Assemblea generale delle Nazioni Unite che si è aperta il 18 settembre, l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo - International Labour Organization), l’ente delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere e l'empowerment femminile (Un Women) e l’Ocse hanno lanciato ufficialmente presso la sede Onu di New York la Equal Pay International Coalition (Epic), una coalizione multi-stakeholder nata per contribuire al raggiungimento della parità di retribuzione tra uomini e donne per un lavoro di pari valore entro il 2030. Il nuovo partenariato aiuterà i Paesi membri dell’Onu, in collaborazione con le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro e altri stakeholder, a raggiungere il Goal 5 (Parità di genere) degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu, dal momento che la parità di retribuzione è fondamentale per raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment di tutte le donne e ragazze, e il Goal 8 (Buona occupazione e crescita economica), con particolare riferimento al target 8.5: “Entro il 2030, raggiungere la piena e produttiva occupazione e un lavoro dignitoso per tutte le donne e gli uomini, anche per i giovani e le persone con disabilità, e la parità di retribuzione per lavoro di pari valore”.» (Leggi l’articolo di Flavia Belladonna su ASviS)

 

 
Femminicidio: appello per azioni concrete verso uomini violenti
Violenza di genere - Femminicidio
Scritto da La Redazione   

ImageSTOP FEMMINICIDIO - Laura Boldrini: "Faccio un appello alle forze politiche perché si approvi un provvedimento che aumenti la protezione e le tutele per le donne e rafforzi le misure di interdizione contro gli uomini violenti". Video-appello della presidente della Camera con riferimento agli ultimi episodi di violenza contro le donne. «Abbiamo avuto una notizia al giorno nell’ultimo mese di violenze di vario tipo, dalle molestie allo stupro ai femminicidi: non possiamo rimanere a guardare […] c’è ancora molto da fare […] bisogna approvare in questa legislatura un provvedimento che limiti gli uomini che già hanno dato segno di voler far male alle donne»

 
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