PARITA' SALARIALE Giornata internazionale

NAZIONI UNITE - Il 18 settembre 2020 si è celebrata la prima Giornata internazionale per la parità retributiva: il divario salariale di genere nel mondo si attesta mediamente intorno al 20%. Questa la quota di salario in meno percepita in media dalle donne (in Italia -12%). Un'evidente ingiustizia che espone milioni di donne e di famiglie a una vita in povertà e che la pandemia Covid-19 minaccia di sospingere verso condizioni ancora più estreme. La Equal Pay International Coalition (EPIC) guidata OCSE, ILO International Labour Organization e UN Women, tra le altre, conferma: prima della pandemia «le donne svolgevano, in media, tre volte più lavoro di assistenza non retribuito rispetto agli uomini, un carico aumentato con la pandemia vista la chiusura di scuole le accresciute esigenze di assistenza in famiglia».

In occasione della prima Giornata internazionale della parità retributiva «i leader mondiali si sono impegnati ad adottare misure positive per ridurre il divario retributivo. EPIC ha invitato governi, parti datoriali, sindacati, il settore privato, la società civile e il mondo accademico a garantire risposte politiche integrate che mirino a mitigare la perdita di posti di lavoro e di reddito e ad assicurare che le donne non finiscano per subire in modo sproporzionato gli effetti economici derivanti dalla pandemia». Un impegno per fornire «una risposta economica per un lavoro riconosciuto di pari valore, che sia motore di una ripresa inclusiva, resiliente e sostenibile».

Ragionare di parità di retribuzione non è questione marginale. Ne è un esempio la situazione del comparto vitivinicolo sudafricano dove il fermo delle attività imposto alle aziende e la conseguente perdita degli ordini, hanno messo a rischio numerosi posti di lavoro: in Sud Africa infatti sono per lo più le donne ad essere impiegate come lavoratrici stagionali, dichiara ad Oxfam Colette Solomon, direttrice del progetto Women on Farms.

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