In ricordo di EMMA BONINO

ROMA - Emma Bonino è venuta a mancare oggi all'età di 78 anni. «Essere radicali - diceva - vuol dire essere soli finchè la tua battaglia non diventa di tutti». Instancabile, sino alla fine e fedele alle sue radici, è stata instancabile nella sua lotta per i diritti delle donne, dove ha disegnato una mappa di battaglie storiche.

Come quella per l'aborto legale e sicuro. Dopo l'umiliazione personale di un aborto clandestino, questa è stata la sua prima grande battaglia negli anni Settanta, culminata con l'approvazione della Legge 194.

Come quella per il divorzio, che l'ha vista partecipare in prima linea alle storiche campagne referendarie radicali per arrivare ad avere una legge che lo regolamentasse in Italia.

Emma Bonino ha prestato la propria voce anche alla battaglia su fine vita ed eutanasia. Insieme all'Associazione Luca Coscioni, si è battuta strenuamente per il riconoscimento del diritto all'eutanasia legale (il diritto al suicidio assistito) e al testamento biologico.

Una sua cifra fortemente identificativa è stata anche quella dell'antiproibizionismo, un tema che l'ha vista alla guida delle storiche campagne del Partito Radicale per la legalizzazione della cannabis e per la riforma delle politiche sulle sostanze stupefacenti. Senza dimenticare l'impegno in prima linea per la riforma delle carceri.

La figura di Emma Bonino, dimostrando che il progresso sociale nasce sempre dal coraggio di dare voce alle idee più difficili, lascia un segno profondo nella storia del nostro Paese grazie a un femminismo militante inteso come azione concreta e quotidiana, capace di scardinare i costrutti patriarcali. La sua eredità politica e intellettuale consegna alle nuove generazioni il compito di proseguire questo cammino laico, trasformando la libertà di scelta in diritto universale e  solida base per il progresso civile di tutta la società.

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