"Ringrazia una femminista" senza offesa

Arezzo :  12 giugno 2021

"Ero arrabbiata per il silenzio a sinistra sul delitto Saman “ dice Rossella Angiolini  “presidente dimissionaria” della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Arezzo già consigliera regionale della Toscana, già assessora Comunale, già candidata a Sindaca, dopo aver insultato con autentico linguaggio libero, da cittadina, quelle “zoccole delle femministe di sinistra”. 

Non è una giovane donna ma una politica in carriera da quasi 30 anni, una professionista affermata: avvocata, titolare di due studi legali uno ad Arezzo l’altro a Firenze, è inoltre docente e titolare di cattedra ad Arezzo. 

E socia di Soroptimist, di AIDDA e di AIAF,  fa parte dei giuristi cattolici ed è “ patronessa” della Croce Rossa Italiana , sezione di Arezzo.

In Forza Italia dal 1993,  eletta consigliera comunale nel 1995 , rieletta nel 1999 è stata assessora alle politiche sociali e del sistema educativo e scolastico nella giunta di centro destra del Sindaco Lucherini.

E dunque  immemore di ciò che recita la Costituzione art 54: “Tutti i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”,dopo aver dato le dimissioni  su richiesta della Presidente della Provincia, insiste, cercando di rimediare con una scusa ancora peggiore: “Sono dispiaciuta di essermi fatta prendere dalla rabbia, ma sul caso Saman non arretro ” 

Dobbiamo aver perso qualcosa: cosa aveva fatto LEI sul caso Saman da cui non arretra? (oltre le ingiurie su Facebook?) 

Battaglie per conferire la cittadinanza a chi nata/o da genitori stranieri, studia in Italia e vuole essere cittadina/o Italiana? 

Battaglie per la libertà di scelta delle ragazze e dei ragazzi?  

Battaglie per l’istituzione di centri di accoglienza  e antiviolenza? 

Battaglie perché  mostrare i documenti non obblighi al rientro a casa ? 

Lei Rossella Angiolini che DEVE il diritto ad eleggere e ad essere eletta alle lotte femministe fin dall’’800 ; che deve il poter svolgere la sua professione alla determinazione delle femministe ad avere accesso a tutte le carriere; decidere o meno di continuare un matrimonio; partecipare alle scelte familiari e non essere obbligata a seguire un partner che decide per due; scegliere la propria vita…

LEI  adotta il linguaggio dell’ignoranza offensiva di chi non legge, non studia la storia delle donne, di chi nasce donna e non “diventa” mai donna.* Le consigliamo almeno  di guardare (appena qualche minuto  - non troppo) le schede che una sindaca né di destra né di sinistra    Chiara Appendino,  ha pubblicato sul sito del comune di Torino.                    

Riepilogano alcuni dei motivi per ringraziare le mai silenziose e sempre presenti e attive  “fot…..e femministe di sinistra“.

Irene Giacobbe  

 *(Simone de Beauvoir)

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