OLIO Qualità chiama classe "artigianale"

OLIO EVO - L'olio extravergine di Oliva è un alimento al centro di colte riflessioni e di forti allarmi per via delle numerose frodi con annesse santificazioni di prodotti scarsi o falsificati. Un recente articolo di Francesca Petrini, Presidente CNA Agroalimentare, fa chiarezza su cosa sia la qualità, confermando il grande potenziale della filiera olivicolo-olearia e l'importanza dell'olio EVO come elemento utile alla riconoscibilità di Regioni e territori.
 
L'articolazione e la complessità del sistema produttivo e commerciale però, rendono importante fare chiarezza: prodotti industriali e prodotti qualitativi di frantoio non saranno mai la stessa cosa sia in termini di qualità sia in fatto di prezzi. Gli oli NON sono tutti uguali e accrescere nel pubblico questa consapevolezza, sottolinea Petrini, richiede azioni di «accompagnamento» per un racconto del prodotto di qualità che favorisca una maggiore «cultura olearia» e una «educazione al gusto». 
 
In Italia la norma al momento non definisce livelli diversificati di qualità per l'olio extravergine e questa mono categoria  comporta confusione e squilibri nella scelta degli acquisti. Le produzioni di olio extravergine che propongono al mercato prodotti realizzati secondo i disciplinari DOP e IGP delle diverse Regioni  «rappresentano un volano importante per la crescita competitiva e per il rilancio del turismo enogastronomico» italiano e offrono una qualità che nasce dalle competenze del frantoiano o della frantoiana che riescono a trarre il meglio dalle olive che vanno a lavorare. Non a caso sono chiamati maestri e maestre dell'arte olearia!!
 
 
 
Discorso completamente diverso invece per le bottiglie vendute a basso prezzo nei supermercati, spesso riempite di miscele di oli provenienti dall'estero (dalla comunità Europea ma anche da Marocco, e Turchia) che solitamente giungono sulle nostre tavole già stanchi e privi di attributi di pregio sia dal lato del sapore che da quello delle proprietà nutrizionali.
 
Per una giusta valorizzazione del settore e una corretta percezione della qualità dell'olio, allora, assume massima importanza la realizzazione di un piano olivicolo oleario e «non è più rinviabile l’istituzione di un nuovo segmento: l’olio extra vergine artigianale», una classificazione superiore che farà immediatamente identificare la maggior qualità del prodotto che si va ad acquistare rispetto a quello che potremo definire l'extravergine standard.
 
 
A doppia conferma di quanto già detto, segnalo l'articolo di Alberto Grimelli del 23 maggio dalle colonne online di Teatro Naturale, dove si legge: «Scivolare sull’olio, specie l’olio di oliva, è sempre stato molto molto semplice. Lo fanno gli operatori, con blend di oli molto border line, lo fanno i giornalisti, propagandando falsi miti, ma lo fa anche la Grande Distribuzione, facendo discultura di prodotto sotto il manto di una presunta convenienza».

Link all'articolo di Francesca PETRINI

[Crediti: foto Olive e Frantoio per gentile concessione Oleificio Pecci]

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