Rosaria Capacchione una "penna" contro la Camorra
GIORNALISTE - Come Roberto Saviano, l’autore di “Gomorra”, la giornalista Rosaria Capacchione è minacciata di morte dalla Mafia napoletana. Da marzo 2008 vive sotto protezione della polizia. Ma non ha nessuna intenzione di allontanarsi da Caserta, la sua città, né di rinunciare al suo mestiere per una vita “quasi” normale.
«A guardarla, non dà assolutamente l’impressione di essere intimorita e di avere paura. "Sono anni che la Camorra, la Mafia napoletana, mi minaccia, e probabilmente ci ho fatto l’abitudine. Seguo la cronaca giudiziaria per “Il Mattino” (edizione di Caserta). E qui, a Caserta, questo significa per forza seguire i processi della Camorra. Mi sarebbe piaciuto anche occuparmi delle sfilate di moda a Parigi. Ma forse mi sarei annoiata dopo una settimana…"
La sua vita è cambiata da quando ha una scorta… "Eccome! Già in una piccola redazione come la nostra, con tutto quello che succede qui, lavoriamo come matti. Ora, se rientro a casa la sera e, all’improvviso, verso le dieci, mi viene voglia di andare al cinema o a casa di amici, è fuori questione. Non posso proprio telefonare alle mie povere guardie del corpo, che credono di aver terminato la loro giornata di lavoro, per soddisfare i miei capricci. E’ dura avere una vita privata in queste condizioni. Tutto quello che mi capita, ormai, siamo almeno in tre a saperlo!"
Vivere con una minaccia di morte che incombe su di lei, ha senso? "Faccio il mio lavoro con serietà, tutto qui. Di tanto in tanto me ne vado. Da quando ho scoperto Parigi, non perdo un’occasione per tornarci. Il mio sogno sarebbe avere una casa lì, sull’Ile Saint-Louis… Chi lo sa? Se “L’oro della Camorra”, il mio libro che spiega come i boss di qui hanno fatto fortuna e controllano l’economia del paese, vende… Nell’attesa, vivo sempre in compagnia di almeno due poliziotti che che mi lasciano solo di notte. Nonostante ciò, recentemente un ladro si è introdotto in casa mia, non si sa come, visto che abito all’ultimo piano. Ha rubato soltanto un oggetto: una medaglia per la lotta contro la Camorra".
Breve biografia 1960: nasce a Napoli il 16 febbraio. 1991: pubblica un articolo che mette in causa Sandokan, il boss dei Casalesi. 2008: il 13 marzo un avvocato della Camorra accusa Rosaria Capacchione e Roberto Saviano di influenzare i giudici. Tre giorni dopo, la giornalista è messa sotto protezione della polizia. 5 novembre: pubblica “L’oro della Camorra”.»
(Estratto parziale dall'articolo di Vanja Luksic, L'Express, da Italia dall'estero)
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