Violenze alle giornaliste: rischi della professione?

EGITTO - Mezz'ora molestie del branco per la giornalista Sonia Dridi, corrispondente dal Cairo della tv francese France 24. Sonia è stata vittima dell’ennesimo episodio di molestie e violenza, una tendenza in crescita a piazza Tahrir. Anche se Dridi ha raccontato su Twitter di avere “addosso più paura che ferite" la situazione non è da sottovalutare: nella capitale egiziana sempre più spesso le donne sono oggetto di molestie e violenza. Come è successo a Sara Logan del network CBS, che nella stessa piazza però, la sera dell’annuncio che Mubarak si era dimesso, è stata anche violentata e picchiata. Pensava sarebbe morta. In Egitto nel fermento nella piazza, sono le donne a essere le più esposte al pericolo. Giornaliste, reporter, fotografe, spogliate, derubate, molestate. Ma non esiste una precisa conta degli attacchi a piazza Tahrir.

La polizia non si avvicina e le donne raramente denunciano le aggressioni. Anche la giornalista Mona Eltahawy è stata arrestata e detenuta per 12 ore dalle forze di sicurezza, il 24 novembre 2011: ha affermato di essere stata aggredita sessualmente da funzionari di sicurezza e percossa, riportando fratture alla mano sinistra e al braccio destro. Amnesty International ha dichiarato che questi attacchi sono in progressivo aumento, e potrebbero essere istigati da gruppi estremisti allo scopo di intimidire le donne per ostacolarne la partecipazione alla vita pubblica ed ha chiesto pubblicamente a Mohamed Morsi di ripristinare lo stato di diritto.

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