RANUCCI Gravissima intimidazione

GIORNALISMO - Massima solidarietà a Sigfrido Ranucci da parte di tutta la Redazione di Power & Gender. La bomba fatta esplodere nella notte sotto la casa del giornalista d'inchiesta, volto di punta della trasmissione REPORT di Rai 3, Sigfrido Ranucci rappresenta «un inquietante salto di qualità degli attacchi contro il giornalismo d’inchiesta e la libertà di informazione. A lui, alla sua famiglia, alla redazione di Report va tutta la solidarietà e vicinanza del consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

Siamo certi che saranno rafforzate le misure di protezione: c’è una parte delle istituzioni che protegge il giornalismo, mentre un’altra fomenta irresponsabilmente l’odio.

C’è un attacco concentrico all’autonomia dei giornalisti e il ritorno delle bombe ci riporta ad anni bui della storia italiana.

Dopo gli insulti, le accuse di faziosità, le campagne di diffamazione, le aggressioni in piazza, adesso si alza il tiro: come ai tempi di Cosa Nostra, cone ai tempi delle Brigate Rosse. Chi non china la testa viene colpito.

Il Consiglio nazionale dell’Ordine intraprenderà ogni azione per denunciare minacce, violenze e intimidazioni e per contrastare questo clima di caccia al giornalismo che rischia di riportarci agli anni più bui della Repubblica». (Ordine dei Giornalisti)

Alla notizia dell'esplosione delle auto (sotto casa!) del giornalista e di sua figlia abbiamo pensato tutte e tutti la stessa cosa: nel mirino c'è il lavoro giornalistico e il clima di violenta contrapposizione alimentato dalle dichiarazioni sempre polemiche, vittimistiche e rivendicatorie di molte e molti componenti di questo governo, ministre e ministri che negli ultimi giorni hanno soffiato sui fuochi di questioni politiche storiche italiane e internazionali ancora aperte, non fanno altro che legittimare ad agire di conseguenza chi ritiene che la violenza sia la soluzione. Forti del fatto che probabilmente queste violenze resteranno impunite.

Servono da parte delle donne e degli uomini oggi alle istituzioni, maggior comprensione e maggior rispetto del ruolo pubblico. Non è più tollerabile che sia le prime cariche dello stato (fatto salvo il Presidente Mattarella) sia ministre e ministri continuino a utilizzare parole, post, comportamenti e dichiarazioni che vanno a esacerbare gli animi.

Questo è il tempo di comprendere che ricoprire incarichi pubblici comporta delle responsabilità nell'azione e nella parola (e nel postare su web e social) e che, in primis, si devono rispetto e fedeltà a quel "contratto con gli italiani" chiamato Costituzione, sul quale, tra l'altro, hanno prestato giuramento al momento del proprio incarico. E' urgente nutrire un clima culturale diverso da quelli odierno. Intimidire Ranucci equivale a intimidire tutte e tutti noi.

In caso a qualcuno però dovesse servisse un ripasso, ecco in quali contesti e a quali cariche istituzionali viene richiesto tale giuramento.

Parlamentari - Deputati e Senatori prestano giuramento all'inizio della legislatura per ritenersi fedeli alla Repubblica e rispettare la Costituzione. Il testo usato in Parlamento è: «Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione».

Presidente della Repubblica - Prima di assumere la carica, presta giuramento solenne davanti al Parlamento riunito, affermando di rispettare e difendere la Costituzione.

Magistrati/e e funzionari/e della giustizia - Prestano giuramento di fedeltà alla Costituzione italiana e di rispettare le leggi, garantendo imparzialità nello svolgimento delle loro funzioni.

Esercito e forze di polizia - Militari e forze dell’ordine, al momento dell’assunzione, prestano giuramento di fedeltà alla Repubblica e lealtà ai valori della Costituzione, impegnandosi a difenderla.

Funzionari/e del pubblico impiego - Alti dirigenti, diplomatici e funzionari/e dello Stato devono giurare fedeltà alla Costituzione per assumere ufficialmente la carica.

Senza dimenticare che le giornaliste e i giornalisti, tutte e tutti noi donne e uomini che tutti i giorni siamo in prima linea nelle diverse questioni dell'informazione, il nostro giuramento etico lo rinnoviamo ogni giorno nel nostro impegno per un'informazione professionale, corretta, veritiera e responsabile (certamente non come quella di coloro che si dichiarano "appassionati" della comunicazione).

Il nostro giuramento? Indipendenza. Veridicità. Accuratezza. Obiettività. Correttezza. Rispetto delle Carte deontologiche. Responsabilità sociale. Rispetto della dignità delle persone. Rispetto della verità, dei diritti delle donne, dei minori, delle persone.

E forse è proprio per questo che siamo voci che fanno paura e siamo voci da tacitare. E forse è proprio per questo che certi poteri cercano forme per incutere timore al giornalismo e per mettere a giornaliste e giornalisti bavagli e catene. 

OGGI ALLE 16:00, a via Teulada a Roma, giornaliste e giornalisti si riuniranno in solidarietà in un presidio organizzato insieme a CGIL, FNS e rete No Bavaglio.

Massima solidarietà a Sigfrido Ranucci da parte di tutta la Redazione di Power & Gender

Crediti: Foto Crime Scene di Joshua Coleman da Unsplash

 

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