Crescono le aziende che credono nelle donne

LAVORO - Buone notizie. «Quando Serena Porcari ha annunciato all’Ibm di Milano che aspettava un bambino, è stata promossa dirigente». «Renata Duretti è diventata responsabile dell’intero negozio Ikea di Torino Grugliasco mentre era in maternità.» «In un paese poco paritario, fanno scuola poche imprese italiane e alcune grandi multinazionali. Capaci persino di promuovere una neomamma. E pagarle la baby-sitter. »

 

Su D La Repubblica delle donne, settimanale allegato a La Repubblica del 10 febbraio, a cura della giornalista Gilda Lygounis un interessante articolo dal titolo FAMILY FRIENDLY che racconta «casi rari» di donne che in Italia hanno potuto conciliare vita privata e percorsi di carriera anche grazie all’intelligenza delle aziende per le quali lavorano.

Come in Johnson & Wax, ad esempio, dove sono state abolite «le riunioni del venerdì e quelle che cominciano dopo le 5 del pomeriggio.»  Tutta da leggere, allora, questa breve inchiesta. Perchè oltre a raccontare quanto di buono già avviene, ed a segnalare realtà alle quali manderemmo volentieri un curriculum, riesce anche ad evidenziare come “chi vuole” cerca (e trova!) le soluzioni, mentre “chi non vuole” accampa scuse.

 

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