Lavoro Il 50% delle italiane risulta «inattiva»

LAVORO DONNA - «In controtendenza con il resto dei paesi sviluppati ed anche con quanto era avvenuto in Italia negli ultimi dieci anni, la percentuale di donne italiane che non ha, né cerca, lavoro ha ripreso ad aumentare e riguarda oggi quasi la metà di tutte le donne in età da lavoro – una percentuale da anni sessanta. Dimentichiamo pure gli obiettivi di Lisbona, che prevedevano un tasso di occupazione (non solo di attività) femminile pari ad almeno il 60%.

Ma il fatto che la metà delle donne italiane risulta «inattiva» dovrebbe costituire un problema politico rilevante ed essere al centro dei dibattiti sullo stato non solo della nostra economia, ma della nostra società. Dovrebbe essere tra le priorità da affrontare sia da parte del governo che dell'opposizione, oltre che dei sindacati. Perché significa che la metà delle donne in età da lavoro non ha nessuna speranza di ottenere una autonomia economica ed invece deve dipendere dall'avere un marito e sperare che il matrimonio duri, senza poterne uscire se si rivelasse insopportabile.

Significa che gran parte delle famiglie italiane, soprattutto, ma non solo, al Sud, ha un solo percettore di reddito. [...]

Anche senza affrontare la questione della valorizzazione delle capacità delle donne non solo entro lo spazio familiare ma anche nella economia e nella società e neppure quella, pur cruciale in una democrazia, della uguaglianza delle opportunità, che futuro ha questa società fondata sul lavoro non riconosciuto delle donne e sulla esclusione di metà di loro dall'accesso al lavoro remunerato e quindi alla indipendenza economica? Tra un lodo, una casa a Montecarlo, una barzelletta, una battutaccia da trivio e l'altra, c'è qualcuno al governo e all'opposizione cui interessa porsi questa domanda?»


Estratto dell'Articolo di Chiara Saraceno, da Repubblica, 3 ottobre 2010

  • Visite: 4789
© 2020 www.power-gender.org
Power&Gender Testata giornalistica online Gestione semplificata ai sensi del'Art. 3bis, Legge 103/2012 Direttrice responsabile: Eva Panitteri