INFORMAZIONE - Il nuovo sacco della Rai, senza donne

Di nuovo le mani dei partiti su viale Mazzini. Nomine tutte al maschile, contravvenendo alle leggi che regolano i rapporti Stato-Rai e le norme sulle Pari opportunità. Azzeramento femminile. Ma se non c’è nessuna naturale, connaturata, idea che le donne in questo Paese valgono quanto gli uomini, ci sono le leggi. «Non c’è una donna alla guida di un tg o di una rete Rai. “Epurate” ha scritto Maurizio Belpietro sulla “Verità”: ha ragione. Chi non ha sentito ragione è stato il direttore generale Salini, il presidente Foa, il cda della Rai. E soprattutto i partiti, nient’affatto dietro le quinte. Eppure, per tempo, ai primi boatos, le donne e le giornaliste avevano alzato la voce. Se non altro, allertato. Perché ci sono leggi per la parità nel nostro Paese, e la Rai – si cavilli quanto si vuole – è cosa pubblica.» VAI ALL'ARTICOLO INTEGRALE

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