Dall'Europa invito alla parità salariale
BRUXELLES - La Commissione europea ha espresso in questi giorni un parere -seppure non vincolante- volto a combattere le differenze di trattamento salariale tra donne e uomini, attestate mediamente intorno ai 15% a sfavore delle prime. Questione aperta che da anni non accenna a trovare soluzione, in evidente contrasto con le politiche di uguaglianza e di pari opportunità promosse dall'Unione. E Vladimi Spidla, Commissario europeo agli Affari sociali, sottolinea come le donne siano oggetto, nel corso della loro vita professionale, di un trattamento diverso rispetto agli uomini. (Altre notizie sul nunero 18 del nostro giornale, da oggi online)
Per contrastare in modo efficace e pertinente un problema che si vorrebbe superato, la Commissione si appella innanzitutto alla società civile (ONG; parti sociali) e ai governi, affinché affrontino il problema in profondità: applicare al meglio la legislazione già esistente in materia; lotta al divario salariale (pay-gap) in tutte le nuove politiche occupazionali nazionali; sensibilizzazione dei datori di lavoro. In questo senso la Commissione darà il via nel 2008 a uno studio comparato sulle varie legislazioni nazionali in materia. Se vi saranno le condizioni e l’opportunità, la Commissione proporrà allora un atto legislativo comunitario che spingerà dall’alto gli Stati membri a invertire la rotta.
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