VIOLENZA Quando la Cultura illumina l'ombra
RIMINI – Una profonda riflessione collettiva per contrastare la violenza sulle donne, partendo dalla forza della cultura e della parola. È questo l'obiettivo del convegno dal titolo Illuminare l'ombra: quando la cultura genera tutela, in programma giovedì 22 ottobre 2026 alle ore 17:00 a Rimini, nella prestigiosa cornice della Sala Ressi del Teatro Galli (Piazza Cavour n. 22).
L'evento, inserito all'interno della rassegna “Donne del Vino, Storie di Vita e di Valore” è promosso dalla Delegazione Emilia-Romagna dell'Associazione nazionale Le Donne del Vino.
L'appuntamento darà vita a un tavolo di confronto interistituzionale e associativo, pensato per consolidare la rete di tutela a sostegno delle vittime di violenza e per diffondere la cultura del rispetto, ponendo un accento fondamentale sul corretto utilizzo del linguaggio di genere e sulla corretta rappresentazione, nella narrazione giornalistica come in quella giuridica.
Importanza della parola
La Delegazione Emilia-Romagna dell'Associazione nazionale Le Donne del Vino, consapevole che ogni parola lascia un’impronta e definisce il mondo che abitiamo, con questa iniziativa invita a coltivare un linguaggio sensibile e consapevole, nei discorsi quotidiani come sui social, quale atto generativo di valore, capace di costruire rispetto e tutele.
Fulcro e punto di partenza del dibattito sarà la presentazione di un volume di straordinario valore documentario: Peccato Criminale. Processo a una donna e ai suoi demoni (Ed. Einaudi, 2024), saggio della storica Eleonora Rai, giovane docente e ricercatrice del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, prematuramente scomparsa.
Conosciamo il libro
Attraverso lo studio approfondito dei documenti originali dell'Inquisizione del 1825, il libro ripercorre le drammatiche vicende e le violenze consumate nei primi decenni dell'Ottocento nel monastero delle clarisse cappuccine di Montecastrilli, che videro come protagonista la badessa Maria Agnese Pallotta. Le carte processuali dell'epoca svelano una fitta trama di abusi fisici, plagio, manipolazioni psicologiche, abuso di credulità e perfino omicidio. Una ricostruzione storica rigorosa che si trasforma in uno strumento di scottante attualità, offrendo una moderna chiave di lettura sulle dinamiche dell'abuso di potere e della violenza di genere.
Attraverso l'analisi dei meccanismi di plagio e manipolazione documentati nel testo, si aprirà un dialogo centrato sugli strumenti utili a riconoscere i segnali della coercizione psicologica.
Valore dell'iniziativa
Il Convegno promosso a Rimini dalla Delegazione Emilia-Romagna dell'Associazione nazionale Le Donne del Vino, esprime la volontà di trasformare la memoria storica in strumento attivo di dialogo e cambiamento, utilizzando il passato come uno specchio per decodificare e interpretare il presente.
La forza di questa iniziativa risiede nella pluralità delle voci. Il dialogo tra istituzioni, associazioni e cittadinanza, dimostra che solo attraverso il confronto aperto e una partecipazione condivisa è possibile abbattere i muri dell'indifferenza e costruire aiuto, presa di cocsienza e responsabilità sociale collettiva.

Sul piano sociale, infatti, l'evento consolida l'alleanza territoriale tra istituzioni e associazionismo, rafforzando la rete di protezione a sostegno delle vittime. L'incontro persegue l'obiettivo di dare voce alle realtà spesso confinate nel silenzio, dando voce ai contesti di abuso.
Dal punto di vista culturale, la scelta di partire dal saggio storico di Eleonora Rai restituisce alla letteratura la sua funzione primaria di educare alla consapevolezza, offrendo le coordinate interpretative necessarie a riconoscere le dinamiche del potere nell'ambito della violenza, soprattutto quella di genere.
L'accento posto su comunicazione e parole, cuore del convegno, promuove una cultura del rispetto fondata sulla consapevolezza trasformativa dell'uso di modelli linguistici paritari. Al contempo, l'evento valorizzerà l'eredità scientifica dell'autrice Eleonora Rai prematuramente scomparsa, mostrando come l'indagine d'archivio possa generare un impatto etico e civile sulla società contemporanea.
«Oggi in Italia il femminicidio è un fenomeno e un reato che uccide più delle mafie. È un’emergenza pubblica che affonda le radici in percezioni del femminile talmente svilenti e stereotipate, da richiedere un intervento immediato di decostruzione e azioni di incontro e dialogo per accompagnare e orientare la nostra società verso una reale trasformazione.
Interrogarsi su questa violenza e contrastarla, può partire dalla sfida delle parole».
Crediti: foto di Copertina by Jana Bemol, da Unsplash