25 APRILE Il seme della democrazia

 25 APRILE - Quando la pace delle armi faticosamente conquistata e mantenuta per anni perde il proprio silenzio e torna a precipitare il mondo nei rumori di una guerra e di armi che devastano senza alcun discrimine e senza alcuna pietà e che a parte Putin, Trump, Netanyahu e i loro amici, nessuna persona di buonsenso può volere, il 25 aprile torna a farsi occasione del coraggio di chiamare e richiamare alla pace.

Il coraggio della verità

Tornano allora alla mente le parole del Presidente Sergio Mattarella che nel 2022, sempre in occasione del 25 Aprile, esortava a questo coraggio. Quello di «non ad arrendersi di fronte alla prepotenza. A praticare il coraggio di una de-escalation della violenza, il coraggio di interrompere le ostilità e di ritirare le forze di invasione. Il coraggio di ricostruire la straordinaria conquista della libertà, costata sacrifici e sangue ai popoli europei - e condivisa per molti decenni - non può essere rimossa né cancellata. Sappiamo anche che la libertà non è acquisita una volta per sempre e che, per essa, occorre sapersi impegnare senza riserve. Vale ovunque. In Europa come in Italia».

Il contributo delle donne

Se ancora ci fosse bisogno di ricordarlo, con la data del 25 Aprile, celebriamo la Liberazione dal ventennio fascista, la conclusione di cinque anni di guerra, e la liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Detta anche "Anniversario della resistenza", il 25 Aprile è la data che simbolicamente avvia il paese al percorso di riforme democratiche, partendo dal referendum del 2 giugno 1946, sino alla nascita della Repubblica ed alla stesura della Costituzione. Che ebbe tante madri costituenti oltre ai padri. (Vai all'articolo)

Una riflessione la facciamo anche con le parole della Senatrice Marisa Rodano. «Ho l'impressione che nessuno ricordi più le ragioni per cui il 25 aprile è la Festa della Repubblica […] È molto grave che si perdano le origini, le ragioni e il significato alla base della nostra democrazia, importante soprattutto per le donne. Tutti i mezzi di comunicazione e le forze politiche dovrebbero fare un'azione di informazione forte per evitare una perdita della memoria che avrebbe conseguenze pesanti. […] Sì, vedo un pericolo reale di ritorno del fascismo. […] l’Unione Europea non mi pare possa essere un argine sufficiente a garantire una protezione […] Facciamo fatica, oggi, a capire come si possa vivere senza libertà, ma il fascismo era questo. Il fascismo negava la libertà di stampa […] era un regime autoritario e illiberale che inquadrava la vita di tutti, a partire dai giovani. […] La rivoluzione del web e dei social media ci ha colto impreparati, ci siamo man mano allontanati dal paese reale e oggi si sconta questo ritardo.» (Scarica la Lectio Magistralis di Marisa Rodano a questo Link)

Le Madri Costituenti

Dalla liberazione dal nazi-fascismo del 25 Aprile 1945, l'Italia inizia il suo percorso di ricostruzione anche grazie a donne determinate che in Parlamento hanno lottato e lavorato per cambiare in meglio, costruendo il senso profondo di quel valore e diritto inalienabile che chiamiamo Democrazia. Le deputate elette all'Assemblea Costituente, le madri costituenti furono 21*.

Alcune di loro erano state Partigiane. Donne per le donne che (ri)conoscevano i grandi pericoli legati al governare senza rimuovere discriminazioni, retaggi patriarcali e autoritarismi. (Vai all'articolo)

Il seme della democrazia

Senza il contributo della visione e del pensiero delle donne e soprattutto di queste donne, il nostro Paese non sarebbe oggi come lo conoscono le giovani generazioni.

Tuttavia in Italia la strada della parità tra donne e uomini resta ad oggi una grande incompiuta, un cantiere disorganizzato mai libero da ritardi, pregiudizi, assenze e mancanza di seria volontà politica, che lascia metà della popolazione, quella femminile, costantemente sottorappresentata nelle istituzioni e nei luoghi dove si decide, poco presente nelle stanze dei bottoni.

E non vale al riequilibrio avere oggi in Italia una leader, una Presidente del Consiglio, se non lavora esplicitamente per colmare questi ritardi e se, al di la dei proclami, non lavora esplicitamente per le donne.

Riproduzione Riservata© - Crediti: Foto di copertina by Soroush Bahramian - Altra by Priscilla Du Preez, tutte da Unsplash

*Madri Costituenti: 9 comuniste (Adele Bei, Nadia Gallico Spano, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angiola Minelli, Rita Montagnana, Teresa Noce, Elettra Pollastrini e Maria Maddalena Rossi) - 9 democristiane (Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter, Maria Federici, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Maria Nicotra e Vittoria Titomanlio) - 2 socialiste (Bianca Bianchi e Lina Merlin) e una del Fronte dell’Uomo Qualunque (Ottavia Penna). 

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