LEGGE Il sessismo nelle sentenze italiane

STEREOTIPI - Nelle sentenze italiane dei casi di violenza alle donne c'è troppo sessismo. Cedaw (ONU) il comitato delle Nazioni Unite che monitora l’applicazione della Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne, ha accolto un ricorso di Differenza Donna su una sentenza che ha portato a galla, ancora una volta, i molteplici stereotipi e pregiudizi sessisti diffusi dei tribunali italiani che violano il principio dell’uguaglianza delle donne davanti alla legge.

Un pronunciamento storico che ci raccontano così le avvocate Teresa Manente, Ilaria Boiano, Rossella Benedetti e Marta Cigna dell’Associazione Differenza Donna, nel loro comunicato del 18 luglio, del quale pubblichiamo alcuni passaggi.

«Il Comitato ha sancito per la prima volta che l’eliminazione di stereotipi sessisti nel sistema giudiziario è un passo cruciale per garantire equità e giustizia per le donne vittime di violenza» evidenziando che «il trattamento discriminatorio subìto dalle donne nelle aule di giustizia non dipende solo dall’impatto discriminatorio che le leggi di per sé hanno nei confronti delle donne, ma anche dall’assenza di specializzazione e di sensibilità delle autorità giudiziarie nell’applicazione della legge nei casi di violenza di genere e dall’utilizzo di pregiudizi e stereotipi discriminatori».

Inoltre, continua la nota «in accoglimento delle nostre argomentazioni, il Comitato CEDAW ha ricondotto le violazioni al fatto che gli stereotipi sessisti prosperano in sede giudiziaria in ragione di una legislazione che non identifica chiaramente il consenso come elemento centrale e determinante della violenza sessuale».

«Spesso i giudici hanno adottato dei modelli rigidi riguardo il comportamento che considerano giusto per una donna e penalizzano coloro che non si conformano a quel modello. Gli stereotipi, inoltre, pregiudicano la credibilità delle donne, delle testimonianze e delle argomentazioni. Ciò ha delle conseguenze gravi, per esempio, nella giustizia penale, ove gli imputati di violenza sessuale non sono resi legalmente responsabili per le violazioni commesse, dunque sostenendo una cultura di impunità. In tutte le aree della legge, gli stereotipi compromettono l’imparzialità e l’integrità del sistema di giustizia e conducono a decisioni disancorate dalla realtà dei fatti e alla ri-vittimizzazione delle persone offese».

Per la Senatrice Valeria Valente (PD): “Differenza Donna ha riscosso una vittoria storica destinata a lasciare il segno nel nostro ordinamento, a favore delle donne e contro la violenza maschile”.

Foto Marilyn: Unsplash - Michele Ekert // Fonte: Agenzia DIRE - www.dire.it

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