FEMMINICIDIO Sanremo manca l'occasione

VIOLENZA - Il Festival di Sanremo 2024 entra nel vivo e cerca di non farsi mancare le consuete note impegnate. Il cast della serie "Mare Fuori", allora, sale sul palco dell'Ariston per recitare le "nuove parole dell'amore", in un momento che - dice Amadeus nell'introdurlo - vuole dare un "piccolo contributo al cambiamento" di una realtà "troppo funestata da una parola drammatica".

Il tema è il fenomeno del femminicidio (che non è solo una "parola" come annuncia Amadeus ma una  cruda realtà) e viene affrontato attraverso la richiesta allo scrittore Matteo Bussola di mettere insieme un "glossario" di 8 parole sull'amore.

Ma perché un glossario sull'amore se si parte dal femminicidio?? "Cambiare si può e si deve" dice Amadeus e si può fare "anche cambiando le parole". Sarà per questo, allora, che la parola femminicidio sparisce immediatamente dopo essere stata pronunciata la prima volta. Cambiata e scambiata con altre parole.

Arrivano le otto parole dell'amore, una per ciascun protagonista della serie: "ascolta, accogli, accetta, impara, verità, accanto, no, insieme". Parole proposte in una recitata che si rivela un recinto che racchiude una somma di pensieri alla rinfusa che paiono tratti dai post (dai post-it?) sui social, invece di quell'atteso momento di riflessione culturale che ci si sarebbe aspettati in un contributo annunciato "per cambiare".

(Foto post-it di Kyle Glenn - Free download da Unsplash)

La collezione di frasi proposta, lontana dal ricordare che nelle relazioni di coppia prima di tutto vengono LIBERTÀ, DIALOGO e RISPETTO (parole che mancano dolorosamente!) o che chi commette un femminicidio proprio non sa cosa sia l'amore, tra le espressioni che usa, parte dal dire (parola Ascolta) che la donna va ascoltata perché anche "quando sembra che si stia lamentando di qualcosa" è differente se lo fa "di te" o "con te". Il punto però è che il messaggio sbagliato che si passa da subito, in apertura e con contrizione, è quello che quando una donna parla, si lamenta di qualcosa.

La parola "ascolta", a voler ben guardare è diversa da "ascolto", parola che introduce un significato ben più profondo, così  ti disponi ad ascoltare il resto già sapendo che quello che verrà sarà un sentire carico di sofferenze.

Arriva la parola "Accetta" e sentiamo dire che bisogna accettare la fine di una storia perché "può capitare di spezzare un cuore". Ma sentirlo in un contesto che dovrebbe parlare di femminicidio è davvero cosa grave, oltre che superficiale e purtroppo diventa chiaro che questo recital non affronterà affatto la questione.

Siamo a monte della stessa ma, ci diciamo, forse l'intento è quello della prevenzione e continuiamo ad ascoltare il messaggio alla Nazione.

Arriva la parola "Accanto" e il glossario degli errori e degli orrori, riesce a dire che anche il momento del silenzio, ovvero l'assenza di dialogo,  "testimonia" amore. Un messaggio estremamente stereotipato e diseducativo se si sta davvero parlando di femminicidio perché qui, al contrario, una donna si salva la vita solo uscendo dal silenzio.

A poco vale la nota di Amadeus che ricorda, in conclusione, che cambiare le cose "dipenderà solo da noi, non dimentichiamolo mai" perché la semplificazione appena vista e sentita da questo palco importante, complice il totale allontanamento dal tema del femminicidio cui sembrava la pièce fosse dedicata, scade nella banalizzazione e in quell'indistinto che svuota tutto di ogni vero valore.

Insomma, un'ltra occasione persa dal festival. Soprattutto quando per affrontare tematiche importanti ci si affida a modalità e parole prive di focus, di riflessione e di vero contenuto culturale.

Per chi volesse rivedere e ascoltare quanto detto all'Ariston ieri sera, di QUI il LINK a RaiNews.

[Foto fermoimmagine Rai by Eva Panitteri]

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