GLIFOSATO Pericolo a lungo negato anche da UE
AMBIENTE - È di questi giorni la notizia è stato sconfessato lo studio pilota sul glifosato sul quale negli ultimi 25 anni si sono basate molte delle decisioni nel mondo e nella UE. Messo in discussione e ritirato dalla rivista scientifica Regulatory Toxicology and Pharmacology che lo aveva diffuso 25 anni fa. Scrive al riguardo la rivista Il Salvagente: «La stessa rivista che la pubblicò nel 2000, ha annunciato la ritrattazione della review firmata da Gary M. Williams, Robert Kroes e Ian C. Munro […] La decisione arriva dopo che l’Editor-in-Chief ha constatato gravi problemi di trasparenza, indipendenza scientifica e incompletezza delle evidenze utilizzate».

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Uno sguardo alle decisioni della UE
Mentre agricoltori da Francia, Italia e Germania in queste ore (18 dicembre) hanno pesantemente manifestato a Bruxelles tornando a portare i loro trattori davanti al Parlamento europeo cogliendo l'occasione della riunione per l'ultimo Consiglio europeo del 2025 per contestare il Mercosur, ovvero l'accordo con l'America latina, due anni fa sempre in queto periodo (15 dicembre 2023) la Commissione Europea rinnovava con riserva l'approvazione del glifosato per ulteriori 10 anni, per mancato raggiungimento della maggioranza qualificata degli Stati membri su azioni più restrittive.
«Come previsto dalla normativa UE sui pesticidi, e in linea con la procedura di comitato, se non viene raggiunta una maggioranza qualificata nel comitato di appello la Commissione era giuridicamente tenuta ad adottare questa decisione prima della scadenza del periodo di approvazione (15 dicembre 2023). In base alla valutazione effettuata dall'EFSA sugli effetti del glifosato sulla salute umana, animale e ambientale, nell'ambito della quale non sono stati individuati settori critici preoccupanti che potrebbero impedire il rinnovo dell'approvazione, la Commissione ha pertanto adottato la proposta di regolamento di esecuzione per il rinnovo dell'approvazione del glifosato, con riserva di alcune condizioni e restrizioni*».
«La decisione si fonda su valutazioni globali della sicurezza effettuate dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), insieme agli Stati membri*».

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Mancano prove che sia cancerogeno
Scrive ancora Il Salvagente: «la review del 2000 era diventata un riferimento per le autorità, anche europee. Veniva citata in dossier, consultazioni pubbliche e documenti tecnici come evidenza della non cancerogenicità del glifosato».
E infatti l'EFSA nel 2023, nella sua valutazione sugli effetti del glifosato sulla salute umana, animale e ambientale, dichiara ancora di non aver «individuato settori critici preoccupanti che impedirebbero il rinnovo dell'approvazione. Per questo lavoro scientifico si è tenuto conto di tutte le informazioni disponibili, dagli studi normativi obbligatori richiesti dal diritto dell'UE a un corpus di pubblicazioni scientifiche*».
Tuttavia, è di questi giorni la notizia che lo studio pilota sul quale negli ultimi 25 anni si sono basate molte delle decisioni su questo pesticida è stato sconfessato e RITIRATO dalla stessa rivista scientifica che lo aveva diffuso 25 anni fa. (Link alla notizia in fondo all’articolo)
Come stanno le cose in Italia?
Al momento «l'autorizzazione sui prodotti fitosanitari (PPP) contenenti glifosato è di competenza dei singoli Stati membri che possono limitarne l'uso a livello nazionale o regionale, se lo ritengono necessario, sulla base dei risultati delle valutazioni dei rischi, in particolare in considerazione della necessità di proteggere la biodiversità*».
Con il recente riconoscimento dell’Unesco alla Cucina Italiana quale Bene immateriale dell’umanità (10 dicembre 2025) torna prepotentemente all’attualità la necessità di ridefinire le nostre politiche agricole in questa materia.

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Nuovi elementi di prova
Per via delle riserve espresse da alcuni Stati membri la EU aveva comunque lasciato aperto uno spiraglio che consentisse la marcia indietro: siccome «la ricerca sul glifosato si sta facendo più intensa -scrive la UE- è probabile che si aggiungano nuove conoscenze sulle proprietà del glifosato rilevanti per la protezione della salute umana e ambientale. Se nuovi elementi di prova dovessero indicare che non sono più soddisfatti i criteri di approvazione, potrà essere avviato in qualsiasi momento un riesame dell'approvazione a livello di UE e la Commissione interverrà immediatamente per modificare o revocare l'approvazione, qualora scientificamente giustificato*».
I nuovi elementi di prova sono arrivati in maniera sconcertante, con il rapporto iniziale in odore di falsità perché mancante di studi, trasparenza e competenza, con pesanti dubbi sull’indipendenza degli autori e più che sospette ingerenze dirette e indirette dell’azienda Monsanto che lo produce.
Attendiamo adesso provvedimenti urgenti sia dalla UE sia da tutti gli organi italiani con competenza in materia.
Crediti: Foto di copertina di Federico Facciperi da Unsplash - Altre di EP per P&G - Riproduzione Riservata©
*Link alla FONTE dei virgolettati
Link all’ARTICOLO de IL SALVAGENTE del 5/12/2025 a firma Riccardo Quintili
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