CLIMA Il gelo colpisce viti e alberi da frutto

WINE & CLIMA - In vista della Giornata di Madre Terra, il 22 aprile, ci associamo come Media Partner, con altre testate mondiali, al Covering Climate Now, l'iniziativa congiunta del mondo del giornalismo per trattare l'emergenza climatica con la rilevanza che merita, quella di un’innegabile emergenza planetaria.

Ce lo dimostra l’ondata di gelo che ha investito l'Italia in questi giorni, con gli effetti che si stanno rilevando su tutto il territorio nazionale. Il gelo primaverile, a seconda delle Regioni, ha danneggiato moltissime produzioni agricole e vitivinicole. Arrivato proprio nel periodo del risveglio vegetativo delle piante, non mancherà di far sentire le proprie conseguenze sulle nostre tavole: come sottolinea Confagricoltura Emilia-Romagna, in regione «poco o nulla si raccoglierà sugli alberi di albicocche, susine, pesche, nettarine e ciliegie nell’area che va da Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna fino a Bologna, Ferrara e Modena. Sono in sofferenza, in Romagna, i vigneti del Sangiovese e del Trebbiano e quelli di uve bianche precoci, Pinot e Chardonnay; danni ingenti, nella zona di Modena, alle produzioni di Lambrusco e di Pignoletto».

Secondo il monitoraggio di Assoenologi diffuso in data odierna, nel nostro Paese la vite ha sofferto maggiormente in Toscana, Umbria, Veneto ed Emilia-Romagna. «Le maggiori criticità si riscontrano per i vigneti precoci nelle zone di media collina e fondovalle. […] Una valutazione effettiva sui reali danni potrà essere effettuata solamente tra una decina di giorni, quando le “gemme cotonose” passeranno allo stadio successivo e si apriranno” e saranno state superate altre giornate critiche in termini di cali termici “importanti”». Questa la situazione della viticoltura in EMILIA: «si riscontra un danno piuttosto diffuso, ma su alcune varietà non si può ancora quantificare e in alcune zone si è in ritardo. Da evidenziare i danni sui vigneti di Lambrusco Grasparossa (che costituisce 1/3 della produzione della provincia di Modena), che quest’anno è in anticipo col germogliamento e dove si rileva un danno all’incirca del 70%. In ROMAGNA, in questo momento si può parlare solo di aree interessate alle gelate tardive e non di percentuale di mancata produzione. Non si rilevano problemi nelle zone collinari, ma un 50/60% della provincia di Bologna e della provincia di Ravenna è stata interessata dalla gelata. Si stima che 8.000/10.000 ettari di superficie vitata su 25.000 ettari delle province di Bologna, Ravenna, Forlì e Cesena, Rimini e Ferrara possano essere stati interessati dalle gelate. Le province meno coinvolte sono Forlì e Cesena, mentre la provincia di Rimini non è stata per nulla coinvolta».

#ClimateEmergencyWeek

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