8 MARZO I diritti delle donne da vicino

8 MARZO - La Giornata internazionale dei diritti delle donne, è attuale più che mai! In questo mondo in guerra e in fiamme, a 80 anni dal primo voto italiano alle donne, diritti e libertà tornano a essere obiettivo da colpire, a quanto pare con chirurgica precisione.

La ricorrenza si celebra per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche delle donne (da non dare mai per scontate!) e per puntare i riflettori sulle discriminazioni e sulle violenze a cui le donne sono soggette da sempre in tutti gli ambiti e tutte le zone del mondo.

Nella Storia

«In Italia, dopo la caduta del fascismo, l’Udi (Unione donne in Italia), formata nel settembre del 1944 da donne appartenenti al Pci, al Psi, al Partito d’Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro, decise di celebrare, l’8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera*».

In Italia, dalla fine della Seconda guerra mondiale, l'otto marzo é stato «in pari tempo, giornata di rivendicazione e di lotta» ricordava la Senatrice Marisa Rodano. Fu occasione di cortei, sit-in, comizi, assemblee, non più per il solo diritto di voto, conquistato dalle donne italiane nel gennaio 1945 e che in un certo qual modo ne era stato la genesi, ma per tutti gli altri diritti ancora sospesi.

Nel momento in cui la forza di una nuova ventata d’aria fresca femminista attraversa il nostro Paese e il globo, i concetti di parità, pari dignità, empowerment e uguaglianza, devono resistere ad attacchi provenienti da molti (troppi) ambiti della sfera politica, legislativa sociale e relazionale.

Nei Diritti

Le libertà delle donne e i diritti conquistati negli ultimi due secoli sono costantemente attaccati e rimessi in discussione anche attraverso tentativi di approvazione di leggi piene di punti discriminatori, leggi che riportano i diritti delle donne indietro di anni.

Sono a rischio “oblio” e “sonno della ragione” soprattutto le nuove generazioni, anche quelle risvegliate dall’attivismo degli ultimi anni, perché stanno venendo a mancare la forza della coesione e della parola.

Forze e presenze, tanto delle donne quanto degli uomini, che devono tornare a farsi sentire per non arretrare nuovamente verso quelle idee insidiose del femminile che strizzano l’occhio al medioevo o al paleolitico e che in troppi, anche nelle istituzioni, sembrano tornati ad accarezzare, quando non addirittura a proclamare.

La soluzione sta nel dire NO, fermamente, fortemente, risolutamente e inesorabilmente NO, a ogni rappresentazione irrealistica delle donne.

Nei Linguaggi

Affinché cada ogni tentativo di attribuzione di ruoli stereotipati è ora di farla finita con la retorica degli angeli del focolare e con la scusa della categoria “debole” da proteggere, utili solo ad attuare leggi come il DDL Bongiorno che nei fatti diventa uno strumento di maggior tutela per lo stupratore.  

Ed è anche ora di farla finita con le narrazioni che scelgono l’attributo di madri o mogli quando si scrive o si racconta del successo e dei risultati delle donne.

Insomma, basta con le strizzatine d’occhio al finto mondo delle Trad Wives, le improponibili finte figurine vintage desiderose di stare “nell’ombra” “dietro” o “un passo indietro” rispetto all’uomo, donne che esistono solo nei contenuti spammati sui social dagli influencer di area MAGA (donne e uomini).

Nei Femminicidi

Anche il giornalismo e i social media devono immettersi sulla strada del linguaggio corretto. La violenza maschile contro le donne, realtà costantemente al centro dell’attenzione anche morbosa dei media, deve essere rappresentata con un linguaggio che aiuti a prevenire le violenze di genere e i femminicidi.  Nel descrivere il fenomeno serve allora un linguaggio corretto, capace di mettere al bando quelle categorie che non aiutano a comprenderne la realtà: le donne non vengono uccise per “raptus”, “gelosia” o ”passione”, vengono ammazzate da uomini che non accettano la loro libertà e autodeterminazione.

Nelle Verità scomode

E poi basta… BASTA! con le regine e della casa, le “spose in bianco” per sempre “regine” del cuore innamorato dell’uomo, come canta (ammorbando il clima) la tristissima canzone vincitrice a Sanremo 2026. Le donne reali sono consapevoli, indipendenti, moderne, vere e senza etichette pret-a-porter preconfezionate da altri.

Il femminismo viene spesso definito come "movimento di rivendicazione". Ma l’utilizzo superficiale e banalizzato di questa parola confonde le modalità (rivendicazione) con l’oggetto e le finalità dei femminismi (pari diritti per tutti e tutte).

I femminismi sono prese d’atto e di parola con finalità inclusive, di riforma e di emancipazione che sollevando un velo sull’ovvio, ovvero che tutte le società del mondo sono state costruite a misura d’uomo, nel senso di misura del maschile.

Ecco perché un focus annuale che riporta la parola e la scena alle donne, trova sempre qualcuno e qualcuna che si lascia infastidire, perché consapevoli del fastidioso fatto che ci sono ancora un sacco di regole che stabiliscono per le donne ciò che non possono fare e ciò che devono essere.

Una questione Universale

I femminismi, invece, sono movimenti di idee universali, nati per dare alle società nuove forme, in contrapposizione a questo stato di cose e per aggiornarne i principi ai concetti di parità e di uguaglianza. Riscritture dovute e doverose da fare in tutti gli ambiti: società, politica, economia, giustizia, istruzione, famiglia, organi di governo. 

Ecco allora che la data dell’otto marzo diventa un appuntamento annuale fondamentale per farlo e ricordarlo.

Una questione Attuale

L’otto marzo non è una giornata di “festa” (categoria nella quale per anni la si è voluta sminuire) è un momento a livello mondiale per rinnovare l’attenzione ai diritti delle donne e per fare il punto dei progressi e delle involuzioni.

L’otto marzo è anche una giornata per ricordare che i diritti (tutti!) sono stati ottenuti grazie alla perseveranza, all’insistenza, alle pressioni di chi vedeva disparità e ingiustizie dove lo status quo voleva mantenere solamente per pochi la possibilità di essere, scegliere, autodeterminarsi, agire e vivere liberamente.

Si condensano in queste riflessioni il senso dell’utilità e della sempreverde attualità della giornata dell’otto marzo per tutte le società e per tutte le donne.

PER APPROFONDIRE Report 8 Marzo 2020   

PER APPROFONDIRE Lectio Magistralis di Marisa Rodano da scaricare a QUESTO LINK.  

*Fonte: Repubblica.it. articolo di Redazione cultura, 08/03/2025

Crediti: Fotogallery Free da Unsplash

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