WINE Scandalo a “Corte” Molestie e calici

MOLESTIE - Ricatti, molestie e sistematici abusi sessuali sono stati per anni all’ordine del giorno nella CMSA, la Court of Master Sommeliers Americas, nota anche come “La Corte”, costola USA dell’organizzazione inglese nata alla fine degli anni Sessanta per diffondere la cultura del vino. A raccontare al New York Times, sin nei dettagli, i veleni ai danni delle candidate Master Sommelier sono state ventuno donne (articolo di Julia Moskin del 29 ottobre). Tutte hanno dichiarato di essere state molestate verbalmente e fisicamente, manipolate, a volte ricattate o sessualmente aggredite, da associati uomini in posizioni apicali. Nomi, date, storie, dettagli, si susseguono in una carrellata di orrori che non avremmo mai voluto leggere e che tuttavia è bene conoscere.

Molte aspiranti Master Sommelier a causa di tali circostanze hanno abbandonato il percorso professionale alla Corte, tuttavia non stupisce che la situazione, ben nota al Board, sia stata lungamente taciuta: avrebbe potuto mai essere diversamente, quando i chiamati in causa sono, tra gli altri, due figure di spicco dell’associazione come il docente Fred Dame (oggi dimissionario) ed il suo fondatore, Geoff Kruth?

Solo sull’onda del movimento #MeeToo le Sommelier iniziano a confrontarsi, confidarsi, reagire, organizzarsi. Così, alla luce delle loro denunce, lo scorso mese la CMSA avvia indagini interne e, nonostante affermi di aspettarsi dai propri associati i “più alti standard di condotta professionale e integrità in ogni momento” impone molteplici sanzioni disciplinari e istituisce una linea diretta per segnalare anonimamente gli abusi, inclusi quelli sessuali. E se non bastasse, dalle dichiarazioni al NYT di Rania Zayyat, Sommelier di Austin e fondatrice del movimento Wonder Women of Wine, emerge come anche le modalità di svolgimento degli esami fossero intrise di razzismi e sessismi.

Conoscenza e cultura del vino, come tutte e tutti sappiamo, sono ben altro ovviamente e la linea che divide quanto accaduto negli USA da ciò che invece dovrebbe essere è netta, marcata, inequivocabile e si fa ancora più consistente nella battaglia di giustizia e parità portata avanti da queste Sommelier. Perché, come disse la poliedrica attivista e poeta Maya Angelouogni volta che una donna lotta per sé stessa, lotta per tutte le donne”.

“Il cambiamento richiede spesso molto coraggio. Tutte le donne che si sono fatte avanti in questa storia, apertamente o dietro le quinte, mi sono state di personale ispirazione. Continueremo a sfidare lo status quo, ad abbattere quei sistemi obsoleti al servizio di pochi privilegiati e ricostruiremo un settore ancora più forte, inclusivo ed al servizio di tutte e tutti noi”. [Rania Zayyat]

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