Volti moderni dell’arte olearia LUCIA IANNOTTA

OLIO EVO [Scritto per Vitamine Vaganti 87/2020] - L’Italia è uno dei paesi d’Europa con la maggior percentuale di donne (32%) alla conduzione di aziende agricole. Molte sono imprese di famiglia che le titolari hanno scelto di gestire per passione. Nel Lazio, l’azienda agricola Lucia Iannotta è una realtà tutta al femminile. Per scelta e per karma, visto che in famiglia non c’erano maschi.

Al cambio di generazione il frantoio e l’azienda olearia sono inizialmente amministrati da tre sorelle, ma dal 2008 la gestione rimane alla sola Lucia, che la conduce del supporto dei suoi dipendenti: dieci persone che, nel rispetto matematico della parità di genere, vedono le donne in frantoio, in laboratorio e ai processi di trasformazione e gli uomini in campagna, ai lavori di cura di raccolta e potatura.

Partendo da una realtà fortemente strutturata nella tradizione, Lucia non snatura. Però innova, cambia e trasforma e, in attesa di tempi migliori in cui una donna in un settore fortemente maschile non debba più confrontarsi con i consueti stereotipi, non presta ascolto a chi le sibila che non potrà mai essere all’altezza e guardando dritto, cambia il metodo di lavoro.

Raggiungendo in breve risultati che la portano a guadagnarsi anche la nascosta ammirazione dei suoi detrattori, comincia eliminando tutto il vecchiume. Prime vittime, le macine del frantoio: quelle pietre “belle, romantiche, affascinanti e sinuose” non servono più e vanno in pensione; si archiviano i sacchi di iuta e cambia anche raccolta.  Anticipare la presa delle olive rispetto alle tempistiche della tradizione significa raccogliere olive più verdi e più sane, significa realizzare un olio migliore, più ricco di principi nutraceutici e polifenoli, ma significa anche rinunciare a litri e litri di resa (la quantità di olio ricavato per chilo), poiché le olive raccolte all’inizio della maturazione rendono molto meno.

Questa conduzione aziendale, da subito decisa ed assertiva, segna il cambio di passo che trasforma l’intero sistema ed un rinnovamento caratterizzato da una gentile ma ferma tirata di redini, con la leadership che passa di mano assecondando i naturali ritmi dell’alternanza tra le generazioni. Lentamente e inesorabilmente si compie quel passaggio del testimone che racconta un preciso disegno imprenditoriale, dove la nuova impronta femminile preserva tuttavia la sapienza della generazione che l’ha preceduta, mettendola al servizio della tecnologia. La supervisione della produzione conserviera è così affidata alla signora Emilia, madre di Lucia, che le sa conferire quel gusto speciale delle cose di un tempo.

La pandemia che si è diffusa all’inizio dell’anno ed il lock-down di primavera che ne è conseguito, hanno fortemente inciso sulle economie delle aziende agricole, alle quali sono venuti a mancare i canali della vendita diretta e della ristorazione, con conseguente pausa forzata dei “flussi in uscita”. Così l’azienda Iannotta riversa tutta la forza lavoro nella tutela dei “flussi in entrata” e per scongiurare lo spreco delle tonnellate di frutta e verdura tipiche della stagione rimaste invendute, aumenta la produzione di sottolio e di conserve. Garantendo ad alimenti nel migliore dei casi destinati alle vasche del concime, il rientro nella filiera alimentare. Il “tocco di ricetta” resta sempre nella tradizione ma la gestione dell’emergenza attinge ai plus del femminile, a quell’intuito in più che Lucia Iannotta si riconosce, riconoscendolo in generale a tutte donne che fanno impresa, ed a quella capacità di sintesi insita nel DNA femminile che immediatamente schematizza il da farsi.

Vivere l’azienda, come l’esperienza Covid-19 dimostra, è la ricetta per mantenerla sana; una formula di successo già sperimentata nel 2015, che la porta a rappresentare ad EXPO l’eccellenza della produzione olivicola italiana. Il tema è come l’Italia nutra il pianeta e il nutrimento offerto da Iannotta è proprio l’olio EVO che realizza, un prodotto capace di andare oltre sé stesso per diventare sintesi di sinergie universali, di passioni concrete e di quel lavorare etico e sostenibile che, di anno per anno, si esprime attraverso la qualità delle correlazioni tra terra e natura e negli scambi tra le persone.

Nel 2016 l’olio Monovarietale da olive Itrana di Iannotta riceve il massimo del punteggio, le Cinque gocce, dalla guida Bibenda, eppure, nonostante l’imprenditrice raccolga numerosi riconoscimenti, la donna con lo sguardo puntato all’orizzonte sostiene sempre che “il meglio deve ancora venire”.

Ogni prodotto ha una sua storia ed un olio eccellente è il risultato di un’oliva di pregio e di numerose attenzioni eppure, sebbene molto sia stato fatto ad oggi per sensibilizzare il pubblico ai temi della qualità, una vera cultura dell’EVO non si è ancora diffusa quanto si vorrebbe. Al punto che il lavoro che Iannotta svolge nella comunicazione assolve -dice- quasi una funzione sociale: trasferire il concetto che la qualità dell’EVO si trovi proprio in quei sapori di amaro e piccante ai quali i nostri palati proprio non sono abituati, diventa un’esperienza dove solo nell’assaggio guidato si colmano le distanze. Grazie al “trasferimento di saperi e di sapori”. 

Molto per la cultura dell’olio ha fatto anche l’indicazione dell’origine in etichetta: fa un mondo di differenza che si stia acquistando un olio EVO prodotto “da olive 100% italiane” invece di una non meglio identificata “miscela di oli comunitari e non”. Perché, tradotto, significa che quell’olio potrebbe provenire dal Nordafrica, dalla Spagna, dalla Grecia o da chissà dove. Tutto l’olio EVO di Lucia Iannotta, invece, è un ritratto di qualità. Dentro ci sono la sua realtà più profonda, la competenza, la passione e tutto il valore aggiunto che deriva dalle scelte imprenditoriali al femminile messe in campo. Un percorso che si consolida nella scelta di etichette tratte da dipinti dell’Ottocento dove campeggiano le brigantesse di Sonnino, donne forti e solidali tra loro che, forse, andando indietro di generazioni, potrebbero essere state sue consanguinee.

Per lavorare in questo mondo servono pazienza e tenacia, dice Iannotta. “I risultati non sono immediati, si vedono soltanto nel lungo periodo. Bisogna insistere perché il lavoro c’è, la manualità è impagabile e consente ad ognuno di trovare il proprio tesoro nascosto, quel potenziale che tutte e tutti abbiamo e che bisogna solo diventare più capaci di far emergere”.

L’Azienda Iannotta si trova a Sonnino (LT). Per informazioni: e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito: www.olioiannotta.it 

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