OLIVI Patrimonio immateriale Unesco

GIORNATA MONDIALE DELL'OLIVO – Il 26 novembre si celebra la Giornata Mondiale dell'Olivo, Bene culturale immateriale dell'Unesco che celebra un patrimonio, quello olivicolo, e un prodotto, l’olio Evo di qualità, che non sono semplicemente agricoltura e cibo ma pezzi di storia e di cultura. Maurizio Saggion e Giuseppe Mazzocolin hanno ben affrontato il tema dal lato pratico e filosofico in un intervento sul web* organizzato durante il lock-down da Fondazione Italiana Sommelier. Un unicum culturale irripetibile di cui propongo il racconto in occasione di questa Giornata mondiale dell’Olivo.

Nella premessa del Presidente di Fondazione Italiana Sommelier Emilia-Romagna, Maurizio Saggion, oltre ai percorsi evolutivi della produzione dell’olio extravergine di oliva che ci portano alle conquiste di consapevolezza odierna, la considerazione di come Luigi Veronelli sia stato «l’ispiratore di un gruppo di avanguardisti dell’olio di cui il famoso Manifesto in progress del 10 aprile 2001 ne fu il paradigma. Una storia di amicizia, di terra, di nessi e di richiami che travalicando le dimensioni temporali acquistano senso profondo nella novità di quel pensiero, di quel paradigma, di cui Felsina e Mazzocolin furono parte e testimoni».

Mazzocolin di Tenuta Fèlsina, produttore di Vino e di Olio EVO, ha parlato di olivicoltura e olio EVO con una passione che incanta, scandendo parole simili a note sul pentagramma della filosofia del nuovo EVO: centralità della terra; controllo della qualità; rifiuto delle speculazioni; NO al falso EVO italiano; NO al sottocosto; restituire dignità al lavoro di coltivatori e coltivatrici; recupero delle piantagioni abbandonate e messa a dimora di nuovi uliveti con varietà italiane.

Nel Manifesto di Veronelli, afferma inoltre Mazzocolin «c’è la visione di poter restituire all’Italia la padronanza del patrimonio olivicolo del proprio Paese, con un avvio capace di dare inizio ad un percorso di conoscenza che coinvolgesse appieno l’agricoltura. Bisogna misurarle le parole che Veronelli scrisse: “Ciascuno avverte. È in corso un epocale mutamento sociale. Coinvolge appieno l’agricoltura. Il divenire, per molti aspetti rivoluzionario, del comparto olio d’oliva è già iniziato. È sostenuto dalle persone che hanno lavorato e lavorano per la qualità e l’onestà. Con i vecchi criteri si potrebbe fare al massimo un olio onesto. Con le tecniche mirate alla qualità (e non come succedeva d’antan alla quantità), sarà invece possibile fare oli d’eccellenza.”

Qui 'appieno' significa che all’agricoltura si sta conferendo la leadership, come se dovesse portare avanti, e farsene interprete, una visione d’insieme. 'Il divenire per molti aspetti rivoluzionario del comparto è già iniziato', sottolinea che il cambiamento è già in corso e non avrà mai fine. 'È sostenuto da persone che lavorano per la qualità e l’onestà' è un binomio imprescindibile, un accostamento forte di parole pensate. […] Qui è dove la terra torna ad avere un ruolo incredibile, fuori da qualunque romanticismo o sentimentalismo, perché siamo nel concreto di chi la terra la lavora, di chi sul campo ci sta. E allora la questione che si aggiunge è quella della difesa di un patrimonio che, tra l’altro, ha a che fare con l’articolo 9 della Costituzione se consideriamo che l’olivo è il paesaggio italiano. Un paesaggio che ha che fare con noi stessi, perché noi siamo fatti di quel paesaggio, di quella terra.»

*20 aprile 2020

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