ISA MAZZOCCHI Femminista e ribelle Top Chef Italiana

PREMIO CHEF DONNA MICHELIN 2021 -Isa Mazzocchi, 1 stella Michelin, Chef del Ristorante La Palta, località Bilegno, Borgonovo Val Tidone, Piacenza è la vincitrice del Premio Michelin Chef Donna 2021 by Veuve Clicquot. Gli ispettori della guida Michelin hanno viaggiato nonostante il Covid-19 e incontrato (in sicurezza) gli uomini e le donne della ristorazione italiana di qualità, provando i gusti delle loro tavole e raccogliendo «storie di vita, passione e determinazione tra adattamento, problematiche e opportunità». Le chef stellate oggi nel mondo sono 197, di cui 42 solo in Italia (21%); la vincitrice del premio 2021, Chef Isa Mazzocchi vive e lavora in Emilia-Romagna, in Val Tidone, un luogo magico fatto di strade che si insinuano dolcemente tra eleganti colline trapuntate di vigne e di ulivi.

Le motivazioni dell’assegnazione del premio si trovano nella capacità di Isa Mazzocchi di trasmettere attraverso le sue proposte il «fortissimo legame col territorio, che promuove attraverso i suoi piatti per farne emergere le peculiarità […] spaziando tra passato, presente e futuro per portare l’ospite in una dimensione senza tempo fatta di tradizione e innovazione».

Legame che si ritrova nelle parole con cui descrive la terra piacentina, “ricca di tradizioni enogastronomiche” e segni fortemente identitari “sia dal punto di vista dei vigneti che della produzione, per una cucina che si contraddistingue nei gusti forti, gusti di terra”. “Sono contenta che questo premio sia arrivato a Piacenza, in Val Tidone - dice -  perché la terra piacentina è ricca di cucine governate da donne e da mani meravigliose che preparano piatti della tradizione e non, molto significativi”.

Una Chef "femminista e ribelle", come ama definirsi, che porta avanti una storia di talento tramandata da tre generazioni di matriarcato: formatasi in una famiglia che poneva principale accento al “dare importanza all’essere e mai all’apparire”, costruisce la propria filosofia del nutrimento attraverso l’integrazione di errori, sperimentazioni, tradizioni, studi.

Un’identità che si ritrova alla base di una cucina “di struttura e femminile”, che attraverso i piatti e i sapori della tradizione gastronomica, porta in tavola una parte della storia delle proprie terre, mutuata e attualizzata dall’estro personale e dall’esperienza professionale. Piatti che richiamano le radici, per un menù che cambia in continuazione, eclettico come la sua Chef. Un premio plurale ad un progetto condiviso con la sorella Monica ed il marito Roberto perché “frutto di una semina fatta su una terra molto fertile preparata da chi c’è stato prima”. QUI la video intervista per conoscerla

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