FARE MIELE Intervista con le produttrici

FOOD & DONNE – A Piacenza, il 31 ottobre 2021, nell’ambito della manifestazione APIMELL, Mostra Mercato Internazionale dell’Apicoltura, l’associazione AMi presenta Le donne dei mieli. Il futuro nella biodiversità. Nel corso della manifestazione, saranno proposti panel di assaggio e degustazioni perchè AMi è un’associazione culturale con l’obiettivo “di sostenere e diffondere la cultura apistica, del miele e degli altri prodotti dell’alveare”.

Il progetto Le donne dei mieli  aggiunge al racconto del prodotto il racconto dell'apicultura “attraverso il loro sguardo”. Quando anche il mondo apistico “viene rappresentato al 90% ancora come maschile, dove logiche e relazioni sono costruite a misura di maschi- scrivono le donne del miele - sentiamo la necessità di aprire uno spazio nostro, che possa dare visibilità alle nostre competenze e saperi”.

Il gruppo “composto da 30 socie di diverse età, provenienza geografica e professioni” ha risposto alle nostre domande sul lavoro delle donne e sull’importanza di dare voce e visibilità strategica alle loro competenze.

INTERVISTA

Cosa ti definisce maggiormente come produttrice e imprenditrice e perché? Il termine che mi definisce meglio è passione, che poi è il denominatore comune di tutte noi donne dei mieli. La passione ci porta avanti, ci da energia e ci fa essere qui, ora a presentare il nostro progetto. (Beatrice Monacelli)

Come ti senti quando osservi i traguardi da te realizzati come donna in questo lavoro? Mi sento nel mio luogo, a mio agio, come se fossero tappe scritte nel destino e man mano raggiunte. Non desidero fuggire come mi succedeva anni fa lavorando in ufficio. Ora non mi interessa raggiungere una tappa, mi godo il cammino e i traguardi raggiunti. (Alessandra Giovannini)

In quanto donna quale è stato il più grande ostacolo che hai incontrato nella professione? Grazie a quale risorsa sei riuscita ad andare oltre? Gestisco un'azienda agricola insieme a mio marito. Sin dall'inizio ogni volta che un fornitore (uomo) si rivolgeva a me parlava delle "api di Mario" o del "miele di Mario" oppure addirittura mi ignorava o chiedeva direttamente a lui. I primi tempi mi innervosivo, poi ho imparato a rispondere con un sorriso: l'azienda è mia, Mario mi da una mano. (Beatrice Monacelli)

Quale è stata la scelta più coraggiosa che hai fatto per mantenerti coerente con le scelte di sostenibilità, che porta dichiaratamente la tua firma come donna? Aprire un'azienda agricola dal nulla e sopratutto fare con competenza, lavori da sempre considerati da uomo: l'architetta e l'apicoltrice. (Nicole Scudeletti)

C’è un miele in particolare che rappresenta la sintesi del tuo percorso di produttrice e perché? Il miele di castagno. Non lo produco ma mi chiama. E' il miele che incredibilmente ho scoperto solo facendo il corso di analisi sensoriale. (Alessandra Giovannini)

Qual è la parte più gratificante del tuo lavoro? Come Ambasciatrice del miele mi diverte davvero sconvolgere l'idea che le persone hanno sul miele. Adoro quando le persone si emozionano, fanno domande, condividono la mia stessa passione e alla fine tornano a casa un po' più attente e curiose verso il mondo che abbiamo intorno.(Emily Mallaby)

Che consiglio o messaggio daresti alle giovani che desiderino avvicinarsi oggi a questa professione? Essere apicoltrice non è facile, il settore è sempre stato in mano agli apicoltori. Aggiungiamo che negli ultimi anni condividiamo con le api la lotta per la sopravvivenza, sballottate tra cambiamenti climatici, eventi estremi, fioriture mancate, stagioni pessime e futuro incerto. Ad una giovane direi che non sarà facile ma sarà bellissimo. Il consiglio è quello di avvicinarsi ad un'associazione apistica dove seguire un corso di base. (Emily Mallaby)

Distanziamento, lock-down, ripresa… Nel 2020 la pandemia da Covid-19 disegna notevoli cambiamenti. C’è per te una parola che sa di rinnovamento e che invita a guardare al futuro? Si, penso subito alla resilienza, parola ormai inflazionata ma che in apicoltura assume un significato ancora più importante, quello dell'interconnessione con il microcosmo e la capacità di adattamento al mondo naturale, ormai in balia dei cambiamenti climatici. E sono proprio le donne a mettere in campo una grande capacità di adattamento e di reinventare il modo di fare apicoltura, come ad esempio partecipando a progetti di micro credito in paesi a basso reddito volti ad avviare percorsi di empowerment femminile. (Ellen Belardi)

Grazie a queste voci, a queste testimonianze del femminile, è facile comprendere che se gli uomini nel mondo del lavoro sanno fare lobby, le donne sanno consociarsi e fare rete. Concretamente.

Il 31 ottobre dalle 11 alle 15, lo stand di AMi ad Apimell sarà animato dalle donne dei mieli che proporranno brevi assaggi guidati alla scoperta dei mieli uniflorali e millefiori e delle meraviglie dell’alveare. Per chi volesse conoscerle tutte questo è il link al loro sito.

[Photo by courtesy of Unsplash]

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