VODKA Il fascino "noir" di un superalcolico

VODKA - Una ditta italiana distribuisce e promuove una vodka dedicata a Pablo Escobar che, pare, andrà a finanziare i narcos: il fratello del boss, detentore del marchio, incasserà una percentuale dalla vendita di ogni bottiglia. Lo denuncia il giornalista d’inchiesta Nello Trocchia in un’indagine realizzata per la testata Domani. Distillata in Polonia, 40% di alcol, la vodka che immaginiamo aspiri a diventare un nuovo prodotto cult, si presenta nel web a partire da una riscrittura santificata del personaggio a cui si intitola: «Pablo Escobar si considerava un Robin Hood, che usava la propria ricchezza e potere per provvedere ai bisognosi e ottenere il sostegno pubblico» si legge nel sito.

Chi è davvero Escobar? - «Secondo i calcoli ufficiali, in vent’anni di carriera criminale, fece uccidere oltre 4mila persone. Fra loro un candidato presidente, più di 200 giudici, migliaia di poliziotti e decine di giornalisti».*

Così un sanguinario e potentissimo boss del cartello della droga colombiano di Medellin, morto nel 1993 in uno scontro a fuoco, è diventato anche un brand.

I testimonial - Il noto ex paparazzo Fabrizio Corona, che anche lui qualche guaio con la giustizia lo ha avuto, è stato visto indossare la maglietta nera con il logo della vodka in bella vista, come conferma Nello Trocchia nella sua inchiesta.

Manco a dirlo, poi, la bottiglia in rete è presentata da una coppia di ragazze in mini shorts e bikini (che si sperano maggiorenni) con l’ammiccante invito a doppio senso, tipico ancora di troppe aziende e pubblicitari del settore, a… “scoprire le bellezze di Medellín”.

(foto di Jez Timms - Free download da Unsplash)

Fascino oscuro - La fascinazione per le anime nere che da tempo aleggia in un certo ramo del settore editoriale, con film, libri e serie tv dedicate a personaggi più che controversi (che non starò ad elencare), con questa bottiglia torna ad affacciarsi nel settore food&beverage. Il prodotto magari non sarà nuovo (viene realizzato e proposto altrove da tempo) ma il suo lancio sul mercato italiano certamente si.

Sentivamo la mancanza di un'altra bottiglia con il nome e l’effige di un criminale?

I precedenti - Dopo il “mafia style” che ha introdotto nel mondo del cibo e della ristorazione prodotti e locali dai nomi legati alla criminalità, dopo vini e amari dedicati ai dittatori proposti della Lunardelli di Udine, con i ritratti di Adolf Hitler e Benito Mussolini in etichetta (collezione lanciata nel 1995 e che si spera a breve fuori produzione, come annunciato) e dopo i cosiddetti vini «Nostalgici» di Fabio Bogo, anche questi con il discutibile vanto di «etichette dei personaggi che hanno fatto la storia», con Adolf, Benito, slogan fasciti e finanche (chissà perché) una dedica alla principessa Sissi, no, non si sentiva assolutamente la mancanza di un’altra bottiglia controversa. Sia per la dedica, sia per i propositi.

Quasi tutte le bottiglie di amaro e di vino proposte con queste "particolari" etichette, tra l’altro, sono vendute a prezzi da supermercato, generalmente sotto i 10 euro ciascuna. Sul prezzo di vendita della vodka Escobar, invece, ancora non è dato sapere. Aspetteremo.

*Fonte: articolo di Filippo Femia – La Stampa

Foto apertura di Charlotte Harrison - Free download da Unsplash

Nota: volutamente non proponiamo alcun link o foto dei prodotti vodka, vino e amaro citati

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