OLIO EVO Made in Italy tra sfide e cambiamenti
OLIO EVO - L'olio extravergine di oliva italiano è da sempre sinonimo di eccellenza, grazie alla sua qualità superiore, alla varietà di cultivar e alle tecniche di produzione innovative rispetto al passato. L'Italia, che si attesta subito dopo la spagna nel mercato mondiale di olio extravergine di oliva, realizza una produzione caratterizzata da una grande varietà, oli diversissimi tra loro, ciascuno con caratteristiche organolettiche uniche influenzate dalla biodiversità, dal territorio, dalle oltre 500 cultivar riconosciute e dalle nuove tecniche di lavorazione.
Sebbene la qualità dell'olio italiano sia garantita da rigidi controlli e certificazioni DOP e IGP che ne attestano l'origine e la purezza, l’appeal economico di questo asset tutto italiano, la vede costantemente assediata da veri e propri cicli di sofisticazione e falsificazione, che avvelenano le fette di mercato meno controllate.
Negli ultimi anni, inoltre, il settore ha affrontato sfide importanti, tra cui il cambiamento climatico e la diffusione di nuove fitopatie, prima tra tutte la questione Xylella. Tuttavia, grazie all'impegno di produttrici e produttori, l'olio italiano continua a essere un punto di riferimento per il mercato globale, con un'attenzione crescente alla sostenibilità e all'innovazione.
Le produzioni più attente, infatti, oltre a dimostrare eccellenza nella qualità degli oli, adottano pratiche sostenibili, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio olivicolo italiano e alla salvaguardia del territorio con un'attenzione alla riduzione dell'impatto ambientale, diventando traino di quel miglioramento per il futuro di tutto il comparto dell'olio extravergine di oliva che da tempo auspichiamo, come anche Luigi Veronelli nel lontano 2001.
Solo 25 anni fa però, nessuno avrebbe mai scommesso che l'apprezzamento e la passione per questo prodotto avrebbero dato vita a un movimento specifico, quello dell'oleoturismo. Visite nei frantoi, degustazioni in piazza, Giornata mondiale dell'ulivo, Città dell'Olio, masterclass, corsi per sommelier dell'olio, fiere, eventi di avvicinamento, libri, articoli e molte manifestazioni tematiche, stanno mettendo al centro l'olio EVO di qualità e guidando il pubblico a conoscerlo e riconoscerlo. Per difendere salute, amor proprio (nessuno ama fare un cattivo acquisto!) e portafoglio.
A questo prodotto delicatissimo e unico, che si realizza da secoli e che sta diventando sempre più raro, servono cura, attenzioni, conoscenza e... riconoscenza per il lavoro in campo e in frantoio.
Serve conoscerne i processi di produzione e le modalità di conservazione e, per un primissimo orientamento, basterebbe guardarsi indietro riscoprendo, ad esempio, come Plinio il Vecchio (23 d.C. – 79 d.C.) ne descriveva il processo di realizzazione nel suo trattato Naturalis Historia: «Da una stessa oliva si ricavano succhi diversi, il primo dei quali è fornito dall’oliva verde quando ancora non è iniziato il processo di maturazione; ed ancora, di questo olio, la prima spremitura è la più fine, per diminuire poi di qualità, sia che la pressatura avvenga nei canestri ovvero, con metodo di recente invenzione, racchiudendo la massa di olive tra sottili assicelle. Quanto più l’oliva è matura, tanto più denso è il succo e meno piacevole al gusto».
In questo mondo pieno di complessità, possiamo semplificarci la vita e riconoscere un olio evo di qualità da uno malfatto o falsificato semplicemente allenando il gusto. Assaggiando quanti più oli possibile (le occasioni non mancano!) e imparando a riconoscere con l'assaggio un prodotto buono e salutare da uno meno valido.
Per un approfondimento sull'olio EVO (storia, natura, curiosità) vai alla Playlist di YouTube messa a disposizione da Il Paese delle Donne.
Riproduzione Riservata©