VIOLENZA DIGITALE Una doverosa riflessione

VIOLENZA DIGITALE - Guarda il VIDEO «Abbiamo cominciato a capire il vero abisso dell’odio maschile nei confronti delle donne, quando nel 2024 emerge la storia di Gisèle Pelicot, la donna francese drogata per anni dal marito e violentata, in stato di incoscienza, da lui e da decine di altri sconosciuti ai quali il marito consentiva di farlo. In questi giorni di fine estate 2025 la comunità degli uomini che odiano le donne torna a scuotere le nostre coscienze con i casi della pagina Facebook Mia moglie e del sito Phica, due giungle digitali recentemente scoperte e denunciate e altrettanto recentemente oscurate da quei gestori anonimi che dopo averle ideate e gestite per anni, hanno pure avuto l’ardire di negare ogni responsabilità per i contenuti pubblicati dagli utenti». 

Certi gruppi di uomini pubblicano online foto e video di donne accompagnando le immagini con commenti volgari e sessisti per narcisismo, dinamiche di branco, desiderio di dominio, vendetta, voyeurismo.

Motivi e sentimenti maturati in un contesto culturale tossico. Fattori che si intrecciano a una realtà più complessa, quando strutture di protezione e leggi inadeguate, insieme a lentezze processuali, lasciano di fatto scorrere su web e social, per anni e senza alcun argine, contenuti misogini e da repertorio dello stupro creati per riaffermare un dominio sulle donne con strategie di umiliazione. Tutto questo non è intrattenimento, è violenza digitale!

ARTICOLO COMPLETO su IL PAESE DELLE DONNE

 

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