FEMINISM9 Dialoghi di GenerAzioni in campo
FEMINISM9 - Con i temi dell'Ecologia del gesto, dell'AgriCultura e del Rispetto dei tempi della terra e della natura, Eva Panitteri, autrice, giornalista, sommelier e Donna del Vino (delegazione Emilia-Romagna), partecipa alla fiera dell’editoria delle donne Feminism9, al panel dedicato a vino e viticoltura nell’ambito del dialogo dal titolo Donne e ambiente tra cultura e coltura (@Casa Internazionale delle Donne di Roma, 1° marzo 2026, ore 16:00 - Sala Tosi), con un libro e un focus che mettono al centro la vigna e il vino quali elementi di narrazione che elevano il lavoro delle donne in agricoltura ad atto di emancipazione e giustizia storica.

Il saggio GenerAzioni in campo - Radici e percorsi del Vino al Femminile (Autrice Eva Panitteri - Co-autore Maurizio Saggion - Ed. All Around) che parla di donne, vini, storia, società, ecologia, è stato voluto dalle organizzatrici a sostegno di uno dei dialoghi della nona edizione della fiera dell’editoria delle donne, incentrata sul tema Creature di un unico mondo. Ecologie, libri, voci, perché sposta l'analisi della presenza femminile nel mondo del vino su un piano concreto e affascinante: la pratica produttiva d'eccellenza e il vino quali linguaggi capaci di raccontare come le donne abbiano trasformato il settore vitivinicolo, non solo dal punto di vista delle tecniche (coltura), ma anche da quello dei modi di pensarlo, realizzarlo, viverlo e comunicarlo (cultura).
Con un’ecologia del gesto, in campo e in cantina, che partendo dal pensiero femminile diventa esempio, pratica e simbolo di un'AgriCultura che rispetta i tempi della terra e della natura e che per il panel di Feminism9, porta un articolato contributo al dialogo.

Contributo di triplice valenza. Storica: con il recupero delle radici e dei modelli femminili. Sociale: con la rottura degli stereotipi in un ambito, quello del vino, che oggi include le donne ma che è nato, come molti altri, da architetture al maschile. Eco-femminista: con la difesa attiva delle biodiversità e del pianeta come forma di "azione" quotidiana concreta. Scientifica. Politica. Attiva.
Il libro GenerAzioni in campo - Radici e percorsi del Vino al Femminile pone infatti un forte focus sulle "azioni" delle donne in campo e lo fa a partire da esempi di donne del passato, scelti per creare un percorso di role model di genere che si snoda nel tempo in un mondo che nasce fortemente al maschile e che ancora oggi, per molti (troppi) versi, esprime questa caratteristica e caratterizzazione. Come segnala l'autrice
«il cuore dell'opera, come suggerisce anche il gioco grafico scelto per il titolo (GenerAzioni), non è solo cronaca vinicola, ma narrazione di storie e azioni concrete intraprese dalle donne per trasformare il settore con una presenza militante mai ideologica e fortemente attiva. Grazie al richiamo a figure femminili di valore e valenza storica, infatti, il testo compie un'operazione di emersione di pensieri e competenze femminili fondamentale, (ri)portando alla luce figure spesso lasciate di lato o escluse.
Esempi che vengono utilizzati come modelli di genere per le nuove generazioni, offrendo un racconto che informa dell'esistenza di una genealogia e di una genesi al femminile anche in agricoltura e nel mondo del vino, fruibile da chi -donna o uomo- scelga oggi d’intraprendere una qualsiasi carriera nelle tante professioni che ruotano attorno a questi universi produttivi».

GenerAzioni in campo ed Eva Panitteri, propongono il racconto di una vera e propria sfida delle donne al mondo a trazione di narrazione "maschile", sfida ambientata in questo caso nel comparto del vino, un ambito che pur essendo nato e a lungo rimasto dominato da una forte caratterizzazione androcentrica, viene oggi letteralmente ridefinito da una forte e competente presenza di donne.
Una doverosa proposta di riscrittura e rilettura della storia del mondo vitivinicolo, insomma, fatta attraverso la lente del riconoscimento del fondamentale contributo delle donne, per condurlo fuori da quelle strutture narrative che lo hanno sempre raccontato solo dal punto di vista maschile (e patriarcale).
«Il breve e denso percorso nel tempo delle donne nel vino tratteggiato in questo libro, non rappresenta solo una fotografia statica di ciò che è stato, ma si fa percorso dinamico capace di mostrare come le azioni, le scelte e le determinazioni delle donne, abbiano sempre posto le basi necessarie a trasformare la pratica della "coltura" in più articolate e policrome forme di "cultura" delle donne. Strutture fatte di emancipazione e di affermazione di sé attraverso il lavoro e la propria idea di agricoltura e di pratiche di vinificazione» spiega ancora Panitteri.
Su input degli autori, molte delle imprenditrici intervistate, a capo di aziende vitivinicole italiane, insieme a un’esperta vitologa, Marisa Fontana, propongono le loro riflessioni sulle criticità causate dal cambiamento climatico e sulle necessità di salvaguardia delle biodiversità, a partire, qui, dalla tutela dei vitigni rari e a rischio di estinzione, come elemento di analisi imprescindibile.

Nel dialogo del 1° marzo con Eva Panitteri, il racconto delle donne del vino, allora, oltre ad aprire un focus sulla dimensione sociale della loro storia, entra con forza nell'ambito della riflessione scientifica in campo ambientale ed ecologista, attraverso le testimonianze dirette delle protagoniste.
«L'allarme sul cambiamento climatico vede le intervistate porre un accento preoccupato su problematicità come siccità, eventi estremi, alterazione dei cicli fenologici, fito-patologie, con una visione che conferma come le donne in agricoltura siano spesso le più sensibili a intercettare i segnali di sofferenza dell'ecosistema (agricolo e anche economico). Donne sentinelle del benessere agricolo come, le rose».
Il contributo tecnico dell'esperta vitologa Marisa Fontana, poi, si rivela fondamentale sia nell'analisi delle difficoltà che le donne hanno affrontato per affermarsi in un mondo a impronta maschile, sia in quella scientifica, confermando come la viticoltura d'avanguardia debba oggi necessariamente passare per la competenza tecnica, supportata da una visione capace di avvalersi della diversa prospettiva del femminile sulle cose del mondo, per realizzare la salvaguardia dei vitigni rari e a rischio estinzione.
«Un punto cardine del libro, e se vogliamo dell'intera manifestazione Feminism9, -prosegue Eva Panitteri- è la necessità di riflettere e agire per preservare l’ambiente e le sue biodiversità. E qui lo sguardo femminile si appunta non come operazione nostalgica o di semplice "cura", ma quale atto di preservazione e conservazione della vitale biodiversità. Salvaguardare varietà rare, per l’agricoltura del futuro significa proteggere un patrimonio genetico unico che potrebbe rivelarsi più resistente ai nuovi scenari climatici rispetto alle varietà standardizzate. Per non parlare del gusto dei vini e del vino nell’evoluzione dei gusti!».

Con questi focus e con questo libro, la presenza di Eva Panitteri arricchisce il dialogo del 1° marzo, di una prospettiva che inquadra il tema dell'ecologia in una cornice che, grazie anche e soprattutto allo sguardo dei femminismi, lo (ri)porta a valenza e valore di pratica storica delle donne, tratteggiando le storie e i tempi di una visione femminile da sempre all’impronta della sostenibilità e dell’ecologia e, soprattutto, disegnando una vera e propria mappa di empowerment per abitare il nostro tempo sempre più consapevolmente.
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Crediti foto: Copertina Vite di Tim Mossholder; Vigna di Arpad Czap; Uva di Amme Kumpman; Calice di Look Studio, tutte da Unsplash
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