BICI Torino dedica ciclabile a Maria Milano
TOPONOMASTICA & ROLE MODELS - Venerdì 22 maggio, a Torino, si è tenuta la cerimonia di intitolazione di una pista ciclabile a Maria Milano, pioniera del ciclismo femminile. La richiesta per l'intitolazione è stata presentata dall’Associazione Biciedintorni circa due anni fa, anche grazie alla collaborazione con l'Associazione Toponomastica al Femminile.
Questo è stato solo il primo passaggio di quello che sarà «un progetto molto più vasto che prevede l’intitolazione delle piste ciclabili della Città di Torino a donne italiane e straniere che si siano distinte non solo nella pratica del ciclismo agonistico, ma anche nella promozione della cura ambientale.
La dedica delle piste a figure femminili intende coniugare l’obiettivo di una mobilità sostenibile e salutare con quello di diffondere la conoscenza del contributo offerto dalle donne in campo sportivo e ambientale, diminuendo lo squilibrio di genere ora esistente nella toponomastica cittadina». (Toponomastica Femminile)

Esempio di emancipazione e libertà femminile, Maria Milano e la sua bici ci fanno fare un salto nel tempo: nata in Piemonte, a Rivara, nel 1891, si dedica a una disciplina sportiva che ai suoi tempi è di ambiente quasi totalmente maschile, ispirata dal fratello Pietro, già appassionato ciclista, e sostenuta dalla famiglia, riuscendo, in breve, a ritagliarsi notorietà nazionale.
Da Rivara Canavese, si afferma come giovane promessa in quel il ciclismo femminile ancora agli albori, partecipando alle prime competizioni ciclistiche al femminile. La prima vittoria importante arriva nel 1910, a 19 anni, nella gara che si svolge ai laghi di Avigliana, una corsa di 50 chilometri. «Grazie a questo successo iniziale, ottenne il titolo di campionessa italiana e trionfò in diverse competizioni nazionali*».
Negli anni successivi Maria Milano, infatti, si mette in luce anche conquistando gare importanti; il successo, purtroppo però le arride solo per un breve periodo in quanto, allo scoppiare della Prima Guerra Mondiale deve interrompe la propria carriera, ritirandosi definitivamente a vita privata.
La storia di Maria Milano fissata nella toponomastica di Torino, oltre a restituire un nome ritrovato marca il segno di una storia che torna a parlare, quella di una ragazza di più di un secolo fa che sceglie di esprimersi attraverso la bicicletta, quando quasi nessuno immagina una donna in sella: una giovane che sfida le convenzioni del proprio tempo e si prende uno spazio che di solito alle donne non è concesso.

«Loretta Junk, referente della Commissione Toponomastica in qualità di esperta di Toponomastica femminile ha evidenziato come tali intitolazioni rappresentino un simbolo necessario per riflettere sui cambiamenti della società contemporanea e onorare personalità finora trascurate*».
Maria Milano è una di quelle role model di ieri che svolgono oggi una funzione fondamentale per tutte e tutti noi: quella di accendere possibilità nel presente. Intitolare una strada, una pista, un luogo pubblico a una donna vuol dire, da un lato, lasciare un segno visibile, quotidiano, capace di dire alle ragazze e ai ragazzi che certe strade si possono aprire, e percorrere, anche quando sembra impossibile e, dall'altro, vuol dire trasformare preziosa memoria in idea di futuro.
*Nota Ufficio stampa Consiglio Comunale Torino - 22 maggio 2026
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