MANOSFERA Adolescenti e istruzioni per l’uso

«Nella manosfera, gli influencer stanno diffondendo – e traendo profitto – da contenuti controversi che alimentano la misoginia, promuovono definizioni malsane di mascolinità e normalizzano la violenza contro donne e ragazze».

Ragazze e ragazzi di tutto il mondo sono esposti a raffiche di contenuti estremi, sparate senza sosta sui social e online e se anche a molti e molte giovani le ore trascorse a scrollare sui social possono sembrare frutto di una decisione propria, il più delle volte la realtà dimostra il contrario: sono letteralmente “risucchiati” online dalle dinamiche degli algoritmi.

Grazie alle recenti ricerche condotte da ONU Donne ed Equimundo, sappiamo che i/le giovani di tutto il mondo trascorrono ore e ore online, scrollando sui loro smartphone e, negli USA, trascorrono fino a otto ore al giorno online e una media di cinque ore sui social media.

Una iper connessione che dirada e rabbuia presenza e contatto col mondo reale.

Ovviamente non tutti i contenuti incontrati e frequentati online sono dannosi. In effetti, gran parte di questi è pensata per la formazione e l’intrattenimento. Ma guardando più da vicino, emerge un quadro diverso non privo di zone d’ombra e lati oscuri, dove si incontrano con sempre maggiore frequenza idee e contenuti di odio verso donne e ragazze.

Le ricerche sinora svolte hanno fatto emergere come sulle principali piattaforme, girino tantissimi contenuti di suprematismo maschile nell’ambito delle relazioni affettive e delle interazioni a due. Sono i contenuti postati dalla manosfera, una rete di comunità digitali e influencer che interpretano in modo tossico, aggressivo e patriarcale sia il modo di intendere le relazioni sia cosa significhi essere uomini.

Lo dicono i dati: «in Australia, Regno Unito e Stati Uniti, ben due terzi (66%) dei giovani uomini interagiscono regolarmente con influencer sulla mascolinità online».

I contenuti della manosfera, spesso arricchiti da veri e propri commenti e contenuti di odio, non appaiono così estremi nell’immediato, ma, col tempo -e con la frequentazione delle chat dedicate- arrivano a influenzare il modo in cui i giovani maschi pensano, parlano e si comportano.

Influenza che si manifesta in un agire caratterizzato, in ogni interazione, da atteggiamenti di forte competizione, aggressività e/o controllo. Si aprono qui le porte del mondo Incel. Quelle dove gli intrappolati in queste stanze di Celebi Involontari chiamano le donne NP, Non Persone; quelle dove si ritiene che le donne scelgano solo uomini dalla mascella forte e col portafogli pieno; quelle dove alle donne si riservano linguaggi e pensieri degradanti perchè considerate solo oggetti.

Così gli atteggiamenti, i comportamenti e le istanze di chi aderisce alla manosfera, stanno rendendo gli spazi online sempre più ostili in generale (e per le donne in particolare), creando un putrido brodo di coltura di idee malsane che diventa ogni giorno sempre più tossico e pericoloso per il genere femminile: la manosfera, infatti, «prende di mira in modo sproporzionato giovani donne e ragazze, comunità emarginate e donne nella sfera pubblica, come attiviste, giornaliste e leader politiche».

L’avvicinamento dei giovani adolescenti maschi alla manosfera (una bolla frequentata anche da moltissimi adulti), nasce da situazioni di rifiuto o solitudine, da necessità di consiglio o guida e da un forte desiderio di appartenenza e di convalida.

RED FLAGS – Ovvero non beviamocela e impariamo a riconoscere i campanelli di allarme

I cambiamenti nel linguaggio sono tra i primissimi campanelli di allarme; si inizia con l’utilizzo di un gergo che include parole come: “alpha”, “beta”, “red pill” (dal film Matrix) e “uomo di alto valore”, per poi fare largo a un linguaggio sempre più sprezzante e oggettivante su donne e ragazze.

Iniziano anche le generalizzazioni stereotipate sulle donne e con frasi come: “le donne vogliono solamente…”, mentre sentimenti come la frustrazione e la rabbia si indirizzano verso le donne o il femminismo, con scuse (e accuse) di varia natura.

Lo dicono i dati: «I giovani uomini che sostengono idee rigide o dannose sulla mascolinità hanno dieci volte più probabilità di molestare sessualmente qualcuno».

I contenuti misogini online danneggiano sia gli uomini che le donne. Ma è possibile prendere precauzioni per ridurre il loro impatto e promuovere l'uguaglianza digitale di genere.

«Affrontare la manosfera richiede di sfidare le credenze dannose e le norme sociali che perpetuano la disuguaglianza di genere». Si fa a partire dal dialogo, dal raccontare e sottolineare la dannosità del fenomeno. Si fa costruendo una base solida di consapevolezza e informazione. Si fa mettendo a disposizione di ragazze e ragazzi, di donne e uomini, una contro-informazione altrettanto libera, forte e capillare, capace di parlare di fiducia nelle relazioni (non di dominanza); capace di decostruire stereotipi e generalizzazioni tossiche sul genere femminile, come AWALT (all women are like that) che significa "tutte le donne sono così".

Lo dicono i dati:: «Influencer e Content creator della manosfera spesso semplificano questioni complesse per farle diventare virali».

Agire per contrastare messaggi e lifestyle della manosfera, allora, è davvero compito di tutte e tutti noi.

Lo dicono i dati: «Secondo un sondaggio della Team Lewis Foundation a sostegno di HeForShe, due terzi degli uomini ritengono importante che gli individui prendano posizione contro i commenti e i comportamenti sessisti che vedono online, tuttavia molti ritengono che non sia compito loro».

«La spinta della manosfera verso il mainstream coincide con il crescente conservatorismo tra i giovani uomini, che sono più propensi ad avere opinioni stereotipate sui ruoli e a credere erroneamente che il femminismo discrimini gli uomini».

Tutto ciò ci richiama all’urgenza di agire e a quella di farlo anche in prima persona!

Visita il sito UN WOMEN a questo LINK per approfondire.

 

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Fonte dei virgolettati: UN Women - Sito Online - Anno 2026

 

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