CLIMA Acqua e suolo, risorse da tutelare

CLIMA - L’acqua dolce rappresenta solo una minima parte delle risorse idriche del pianeta, eppure il suo spreco è ancora troppo diffuso e il mondo continua a ragionare come se ogni risorsa fosse infinita. Ma anche il suolo è una risorsa finita e vulnerabile: minacciata da erosione e ogni sorta di inquinamento, è messa a rischio dall’agroindustria come dalla cementificazione e, negli ultimi tempi, anche da una perdita di vitalità e fertilità dell'humus.

Salvaguardia dell’acqua – Posto che ognuno/a di noi può fare la differenza con gesti semplici come chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti o raccogliere l’acqua piovana per irrigare le piante, è importante sottolineare che le azioni responsabili delle singole persone (nonostante l’incremento della popolazione umana mondiale) non possono, da soli, compensare le inefficienze strutturali che affliggono il nostro Paese e il sovra utilizzo della risorsa idrica che avviene in virtù dello sfruttamento intensivo che ne fanno industria e agricoltura.

(Water - Foto di Jimmy Chang - Unsplash)

Il cambiamento climatico sta giocando un ruolo drammatico nel limitare la disponibilità idrica di ciascun Paese.

Scrive il Parlamento Europeo: «L'acqua è un elemento essenziale per la vita umana, animale e vegetale, nonché per l'economia. La protezione e la gestione delle risorse idriche superano i confini nazionali. La politica dell'UE in materia di acque svolge un ruolo fondamentale nella salvaguardia dell'ambiente ed è sostenuta da una legislazione volta a preservare le fonti idriche e gli ecosistemi marini e di acqua dolce». Fonte

Va ricordato qui che le falde acquifere sotterranee, che possono anche essere transfrontaliere, non saranno mai infinite.

Acqua potabile in Italia – Si stima che in Italia oltre il 40% dell’acqua potabile immessa negli acquedotti italiani venga dispersa a causa di perdite lungo le reti idriche. Questo significa che quasi metà dell’acqua potabile viene sprecata prima ancora che possa raggiungere le nostre case, comportando un enorme spreco di risorse ma anche un aumento dei costi in bolletta per le persone utenti finali.

Ammodernare le infrastrutture idriche dovrebbe quindi rappresentare una delle priorità più urgenti nell’agenda di governo, perché solo interventi strutturali profondi potranno ridurre in modo significativo lo spreco idrico e garantire una gestione sostenibile. Il contributo dei singoli resta prezioso, ma senza un’azione politica decisa e investimenti mirati, questa parte della crisi dovuta a spreco e lassismo rimarrà irrisolta.

Bacini di raccolta – Un tema centrale, nel dibattito nazionale degli ultimi anni, riguarda l’investimento nella realizzazione di bacini di raccolta dell’acqua, infrastrutture strategiche per fronteggiare la crescente scarsità idrica. La costruzione di questi invasi, pur non priva di detrattori e di criticità, è vista come la risposta necessaria per garantire accesso all’acqua all’agricoltura nei periodi di magra e per favorire una gestione più razionale e sostenibile della risorsa in sé.

La marginalità del tema idrico nell’agenda politica italiana, tuttavia era e rimane una faccenda che preoccupa, soprattutto chi di acqua ne ha sempre avuta poca e sa che a breve potrebbe averne pochissima.

(Salice, Messina, Sicilia - Foto di EP per P&G)

Un esempio dalla Sicilia Uno spaccato drammatico degli effetti della crisi idrica perdura da sempre in Sicilia. Nella regione nei prossimi giorni si prevedono temperature che sfioreranno i 50 gradi, per un caldo estremo che andrà ad acuire quella siccità ormai cronica che da anni costringe la popolazione a convivere con razionamenti dell’acqua corrente, disponibile a giorni alterni e/o in determinate fasce orarie. Questo fenomeno, tutt’altro che nuovo per la regione, si protrae infatti da oltre cinquant’anni, con intere comunità che affrontano quotidianamente una gestione dilazionata (razionata?) dell’acqua sempre più complessa e, per chi non vi è abituato, decisamente insostenibile.

La situazione siciliana evidenzia quanto sia urgente affrontare l’aggiornamento delle infrastrutture di base (si potrebbero accantonare definitivamente quei progetti irrealistici e inutili che causano perdite di tempo e denari pubblici come il famigerato ponte sullo Stretto di Messina?), per garantire, la giustizia ambientale e diritto all’acqua in tutte le zone del nostro Paese.

Protezione del suolo – Evitare la cementificazione selvaggia, (ri)piantare alberi, favorire orti urbani e curare i giardini pubblici, sono azioni che mantengono sotto controllo le temperature nelle città e favoriscono una sorta di biodiversità urbana. 

(Natura a Salice  - Foto di EP per P&G)

Agricoltura biologica e biodinamica Un aspetto fondamentale nella protezione del suolo consiste anche nel prevenire l’abbandono delle colture, fenomeno che priva il territorio della sua vitalità e favorisce il degrado ambientale e la perdita di paesaggio agrario. Preservando il suolo, si tutela anche la sua capacità naturale di assorbire CO₂.

Altrettanto importante è limitare l’uso di pesticidi e diserbanti in agricoltura: queste sostanze, come il famigerato glifosato, ma non solo, se utilizzate in modo intensivo, impoveriscono il terreno e compromettono la salute degli ecosistemi. In quest’ottica, l’adozione di pratiche biologiche e biodinamiche rappresenta una soluzione concreta e lungimirante. Questi metodi di coltivazione sostenibile, infatti, rinunciano ai prodotti chimici di sintesi e puntano su rotazioni colturali, fertilizzazioni organiche e tecniche di difesa integrata, valorizzando i cicli naturali e la resilienza del suolo.

Tutela del territorio – Mantenere attive le superfici coltivate, soprattutto in aree marginali o interne, superando qui, da parte di chi governa, la tentazione e a volte il progetto di abbandonare le aree rurali a sé stesse, significa preservare la fertilità, contrastare l’erosione e l'abbandono e sostenere la biodiversità, rafforzando le comunità rurali e costruendo un patrimonio naturale e paesaggistico più stabile, capace di attrarre turismo.

Scegliere di agire per la salvaguardia dell’acqua (allentando o gestendo meglio la pressione su questa risorsa) e per un’agricoltura più rispettosa della salute e del bioma dei terreni, significa investire sulla qualità del nostro futuro partendo dalla qualità dell’ambiente in cui viviamo e degli alimenti di cui di nutriamo.

Consapevoli che queste riflessioni vanno a toccare solo una piccola parte degli ambiti nei quali si potrebbe e si dovrebbe agire, voi in tema di risorse da preservare, come agite e come la pensate?

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