CLIMA Come i pesticidi uccidono il Pianeta

CLIMA - Parlare, scrivere, di agricoltura e di salute del pianeta, quando il popolo palestinese soffre per la fame e lo sterminio e quando altri popoli nel mondo soffrono per i veleni di guerre di potere, di dominio o di accaparramento delle risorse, sembra quasi effimero. Eppure... quando l'alimentazione, che è alla base della stessa vita umana e del pianeta, diventa arma di guerra e di sterminio attraverso la fame e la negazione del diritto umano fondamentale al cibo, guardare con disincanto e con occhio vigile e attento a tutte le opzioni che regolano, influenzano e cambiano il destino dell'ambito agroalimentare diventa un passaggio obbligato per l'attivismo e per il giornalismo di denuncia e investigativo. Motivo per il quale più avanti affronteremo anche il tema dell'impatto delle guerre sul Pianeta.

VELENI - Pesticidi e diserbanti sono veleni a tutto campo! L'utilizzo intensivo di questi prodotti chimici nell’agricoltura moderna, intensiva e non, rappresenta una delle principali minacce certificate per l’equilibrio degli ecosistemi e della salute pubblica. Tra questi veleni, il glifosato -prodotto da Monsanto e di recente ri-autorizzato dall’Unione Europea per ulteriori dieci anni - è emblematico per la sia diffusione su scala globale e per le controversie che lo accompagnano.

I pesticidi e i diserbanti, sebbene abbiano il dichiarato obiettivo di aumentare la produttività agricola e ridurre parassiti e malattie delle colture, spesso finiscono per compromettere la fertilità e la vitalità del suolo e inquinare le falde acquifere.

Il solo dato tecnico farebbe sembrare la questione lontana dalle nostre vite, ma purtroppo non possiamo dormire sonni tranquilli!

TERRENO - L’applicazione ripetuta di queste sostanze, che altera la composizione microbica del terreno, impoverisce la biodiversità sotterranea e ne riduce la capacità naturale di rigenerarsi, rende le coltivazioni sempre più dipendenti dalla chimica, meno resilienti ai cambiamenti climatici e alle patologie e carica di tossine i semi e i prodotti alimentari che con quelle colture si realizzano.

ACQUA - La capacità che le molecole di questi veleni hanno di penetrare negli strati più profondi del terreno, raggiungendo le falde acquifere è altrettanto preoccupante. Un fenomeno che contribuisce all’inquinamento diffuso delle risorse idriche sotterranee, da cui poi tutte e tutti noi attingiamo attraversi i nostri rubinetti, quando utilizziamo l'acqua per l'uso domestico o per innaffiare.

Residui chimici sono certificati in numerose fonti d’acqua potabile in tutta Europa, sollevando interrogativi sulle conseguenze a lungo termine sull’intero ciclo dell’acqua e sulla sicurezza alimentare.

(Foto di Hector Morales Guzman da Unsplash)

SALUTE - L’impatto sulla salute umana non può essere sottovalutato. Nonostante sia ancora oggetto di un controverso e sempre aperto dibattito scientifico e normativo, con posizioni diametralmente opposte e negazioniste nonostante le evidenze scientifiche. L’esposizione cronica a basse dosi di pesticidi e diserbanti, infatti, a partire dalle donne e gli uomini che lavorano in agricoltura, è stata associata a un aumento del rischio di alcune patologie, tra cui disturbi endocrini, alterazioni del sistema immunitario e diverse forme tumorali.

ALIMENTI & CIBO - La presenza di tracce chimiche negli alimenti di largo consumo come i cereali urla la necessità di adottare un approccio precauzionale, privilegiando pratiche agricole più rispettose della salute di chi produce e di chi consuma. Necessità alla quale però le grandi industrie si dimostrano sorde, insieme ai governi di molti Paesi.

Agroecologia e conversione verso sistemi produttivi a basso impatto chimico, temi inseriti nell'Agenda 2030 ma di fatto depotenziati dalle nuove e  diverse priorità scaturite dal crescere dei conflitti internazionali, dovrebbero scelte cruciali non solo per la tutela del suolo e dell’acqua, ma anche per la salvaguardia della salute collettiva.

Tutte e tutti auspichiamo una transizione verso una filiera alimentare più giusta e sostenibile, ma la realtà è cosa ben diversa!

Consapevoli che queste riflessioni vanno a toccare solo una piccola parte degli ambiti nei quali si potrebbe e si dovrebbe agire, voi come pensate si possa uscire dall'eccessivo utilizzo dei pesticidi nella moderna agricoltura? E come possiamo difenderci nella nostra spesa?

NOTA (fonte ISS Istituto Superiore Sanità): FERTILIZZANTI - Non sono pesticidi ma sostanze utilizzate in agricoltura per arricchire il terreno di elementi nutritivi (ad esempio, azoto, fosforo, potassio) essenziali alla crescita dei prodotti vegetali.

PESTICIDI o prodotti fitosanitari - Sono suddivisi in diverse categorie a seconda dell’organismo contro cui sono usati, ad esempio:

  • Insetticidi - Combattono insetti nocivi alle colture agricole, ma anche insetti semplicemente molesti o portatori di malattie per l'essere umano o gli animali domestici.
  • Fungicidi - Contrastano le malattie e le alterazioni prodotte da funghi.
  • Diserbanti o erbicidi - Distruggono le erbe infestanti, o malerbe; possono comprendere anche i defolianti.
  • Anticrittogamici  - Contrastano le malattie e le alterazioni prodotte da batteri, muffe ed alghe.
  • Nematocidi  - Combattono i vermi del terreno o nematodi.
  • Acaricidi - Combattono gli acari.

 

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